Nei post precedenti ho paragonato il Tartaro a un diorama, utilizzando questa metafora per introdurre un nuovo personaggio del mio mondo interiore: l'Arciere.
Una mia amica mi ha lasciato un succinto quanto stimolante commento, chiedendomi se ci saranno altri personaggi. Sulla base di un non celato autocompiaciento, faccio una breve digressione dai vagabondaggi del Corridore per parlare ancora una volta della natura delle metafore di questo blog. Devo ammettere che la considero un po' negativamente una torsione cognitiva: quando uno strumento viene usato per descrivere se stesso, rischia di autoalimentarsi in modo vuoto e incontrollato, finendo per conservare una pura forma, senza sostanza alcuna.
Tuttavia, poiché in piccole dosi puo' semplificare la comprensione altrui, spenderò qualche parola per approfondire il concetto di "Personaggio".
Questo blog non è altro che una parzialissima serializzazione (in senso informatico) di una scheggia della mia mente e del mio modo di pensare. E' come avere la descrizione di un panorama vivente, di quel piano mentale dove tutti gli stimoli esterni e le pulsioni interne confluiscono a creare il mio essere. Questo piano è teorico, è come la visualizzazione di un'immagine su una superficie assai irregolare: come nelle proiezioni ortogonali di adolescenziale memoria, ciò che esite nella "realtà" viene riportato in parti diverse su superfici astratte e separate.
E questa proiezione è uno strumento alquanto artificiale: viene condizionato, filtrato, distorto dalla mia stessa mente, sia dalla parte coscente sia da quella inconscia. In questo senso, le forme o i nomi dei personaggi riflettono il modo che ho di vederli: il che, se vogliamo, è un'inversione della causa e dell'effetto che condizionano il nostro "vedere" e "percepire" nel mondo reale.
Nel trionfo della contorsione, concludo con l'argomento iniziale: cos'è un "Personaggio"?
La risposta è elementare: questo stile sofisticato e involuto ha il solo scopo di creare suspance attorno a una banalità a tratti sconfortante.
Un "Personaggio" del diorama non è altro che la proiezione di una persona per me importante sul piano del Tartaro e del Vallo.
Putroppo, mi sono reso conto che finora sono stato spinto a scrivere di una persona solo se soffre o mi ha fatto soffrire. Penso (spero) però che la cosa cambierà: ho aperto il blog in un brutto momento, ma mi auguro il cupo cielo del Tartaro conceda qualche bella schiarita. Già ora non è plumbeo come prima.
Io sono un uomo molto fortunato, la mia vita è ricca di persone importanti a cui voglio bene, che non voglio vedere soffrire e che spero non mi tradiranno mai. Spero di riuscire a narrare l'amore che provo per loro attraverso le gesta del Corridore. Ma visto che a me e a altri sono successe cose impensabili, cerco di non ritenere nessuno davvero al sicuro.
Pertanto, se qualcuno mi chiede: "ci saranno altri personaggi?", io non posso che rispondere:
"sì, certo"
Una mia amica mi ha lasciato un succinto quanto stimolante commento, chiedendomi se ci saranno altri personaggi. Sulla base di un non celato autocompiaciento, faccio una breve digressione dai vagabondaggi del Corridore per parlare ancora una volta della natura delle metafore di questo blog. Devo ammettere che la considero un po' negativamente una torsione cognitiva: quando uno strumento viene usato per descrivere se stesso, rischia di autoalimentarsi in modo vuoto e incontrollato, finendo per conservare una pura forma, senza sostanza alcuna.
Tuttavia, poiché in piccole dosi puo' semplificare la comprensione altrui, spenderò qualche parola per approfondire il concetto di "Personaggio".
Questo blog non è altro che una parzialissima serializzazione (in senso informatico) di una scheggia della mia mente e del mio modo di pensare. E' come avere la descrizione di un panorama vivente, di quel piano mentale dove tutti gli stimoli esterni e le pulsioni interne confluiscono a creare il mio essere. Questo piano è teorico, è come la visualizzazione di un'immagine su una superficie assai irregolare: come nelle proiezioni ortogonali di adolescenziale memoria, ciò che esite nella "realtà" viene riportato in parti diverse su superfici astratte e separate.
E questa proiezione è uno strumento alquanto artificiale: viene condizionato, filtrato, distorto dalla mia stessa mente, sia dalla parte coscente sia da quella inconscia. In questo senso, le forme o i nomi dei personaggi riflettono il modo che ho di vederli: il che, se vogliamo, è un'inversione della causa e dell'effetto che condizionano il nostro "vedere" e "percepire" nel mondo reale.
Nel trionfo della contorsione, concludo con l'argomento iniziale: cos'è un "Personaggio"?
La risposta è elementare: questo stile sofisticato e involuto ha il solo scopo di creare suspance attorno a una banalità a tratti sconfortante.
Un "Personaggio" del diorama non è altro che la proiezione di una persona per me importante sul piano del Tartaro e del Vallo.
Putroppo, mi sono reso conto che finora sono stato spinto a scrivere di una persona solo se soffre o mi ha fatto soffrire. Penso (spero) però che la cosa cambierà: ho aperto il blog in un brutto momento, ma mi auguro il cupo cielo del Tartaro conceda qualche bella schiarita. Già ora non è plumbeo come prima.
Io sono un uomo molto fortunato, la mia vita è ricca di persone importanti a cui voglio bene, che non voglio vedere soffrire e che spero non mi tradiranno mai. Spero di riuscire a narrare l'amore che provo per loro attraverso le gesta del Corridore. Ma visto che a me e a altri sono successe cose impensabili, cerco di non ritenere nessuno davvero al sicuro.
Pertanto, se qualcuno mi chiede: "ci saranno altri personaggi?", io non posso che rispondere:
"sì, certo"
1 commento:
OK, la ringrazio per la cortese risposta. :-D
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