lunedì 9 febbraio 2009

11. La mortale caducità del Corridore

Si è spenta dunque.
O potremmo dire che ci ha lasciati.
O che finalmente è libera.
O per evitare perifrasi potremmo dire che è semplicemente morta.

Eluana era il suo nome. Mai il Corridore l'ha sfiorata, mai conosciuta, mai neppure vista. Lei era una di quelle figure che senza poesia si possono veramente difinire eteree in quanto portate dall'etere. Trasportate in ogni casa e nelle nostre vite da quel curioso generatore di impulsi luminosi che proietta su di noi mondi lontani e personaggi mitici, solitamente inventati.

Cosa può dire su di lei il Corridore? Ben poco, esattamente come tutte le persone che ne hanno dibattuto a sproposito in questi giorni. Il pensiero di quello che possono aver provato i genitori è abbacinante, un dolore così luminoso nella sua incandescenza da poter bruciare qualunque retina nel raggio di milioni si incubi. Perdere una parte di se stessi così, vedere una giovane e promettente vita stroncata in quel modo, come può essere diverso dal morire? Ma per quanto il cuore possa scoppiare, torcersi e dilaniarsi, in una condizione normale prima o poi il lutto ricopre tutto, come uno spesso strato di ceneri e lapilli, soffocando tutto in un abbraccio silenzioso.

Eppure, che succede se il lusso del lutto ci viene negato da un'assurda ossessione per vita? come ci si può rassegnare davvero quando la si vede respirare il corpo della persona che con tutto il cuore si è amato? Ebbene, è possibile.

Il Corridore è fermo e pensa. Contempla le sue membra e comprende... di essere fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. E anche se non riesce ad arrivare alla piena consapevolezza, pur comprende che la sua natura è mortale, come quella di ogni creatura vivente, che proietti o meno la sua immagine sul Mondo del Vallo e del Tartaro.

E io? ribaltando la solita prospettiva, io sono l'alter ego del Corridore, nel mondo reale. Io sono fatto di una materia concreta. All'apice della mia razionalità, posso dire che per me la vita è solo una condizione della materia, solo un armonioso (e talvolta ordinato) scambio di atomi ed energia. Questo sono io, questo è il mio corpo. Ma la mia mente? beh, alla fine è solo un flusso di pensieri, che solo io posso percepire. Con il mio corpo io posso mettere in comunicazione i miei pensieri e il mondo che mi circonda, in uno scambio reciproco che modella e rimodella in continuazione sia l'Universo sia la mia stessa mente.

Per me la mia fine sara' la fine dei miei pensieri e degli stimoli a me cari. Senza questi ultimi, non avrei piu' ragione di voler vivere: non posso immaginarmi paralizzato completamente, non sarei piu' io. E se non potessi piu' nemmeno pensare... beh, di me resterebbe solo quel meccanismo che chiamiamo corpo, un guscio vuoto e inutile, un mezzo di comunicazione collegato al nulla.

Come chiunque, io non conosco la Verità. Non credo nemmeno alla Verità, con la V maiuscola. Però a differenza di molti io non pretendo di imporre la mia OPINIONE a persone che soffrono in un modo che non posso neppure iniziare a immaginare. E che non voglio neppure immaginare, perché una simile sofferenza mi spaventa a tal punto che vorrei andare a nascondermi nel piu' buio e sporco angolino pur di non farmi trovare.

Pero' io dico questo, a chiunque mi ascolti. Qualora la sorte mi ponesse in quella funesta e tragica condizione di essere ridotto a un guscio vuoto, privo della mia coscenza per un lungo periodo e senza ragionevoli speranze: uccidetemi.

Mascherate la cosa come morte dolce o chiamatela col suo nome: Eutanasia. Non abbiate paura, non credete a coloro che dicono che è una parola immonda. Ve lo chiedo come atto di pietà. Vi imploro: uccidetemi.

Non perdete tempo, non importa se mi risveglierò: credete che dopo anni e anni di coma mi piacerebbe trovarmi invecchiato e derelitto? vedere voi cambiati e segnati da gioie e dolori che non ho condiviso? senza avere una controparte, una serie di episodi da raccontare a mia volta?
Pensate che mi farebbe piacere sapervi accanto a me, a perdere il vostro tempo accando a una macchina alimentata da altre macchine e senza piu' alcuna funzione? No, per favore.

Uccidetemi.