IO.
Pronome assoluto, di infinita potenza.
Io. Che sorrido con sguardo duro, mentre contemplo la strada percorsa e quella a me d'innanzi.
Io. Che sono arrivato al cuore della Tenebra e ne ho visto il contenuto.
Io. Che sono risorto dal mio Golgota Inverso.
Io: che ora sono il Centro del mio Tartaro.
Rileggendo il post precedente mi è venuto un senso di disgusto per l'eccessivo livello di autocommiserazione. Lo mitigo con la clemenza: ricordo bene quanto stessi male.
E qui un lettore attento (che non pretendo esista davvero) dovrebbe notare un nuovo termine: "clemenza". Credo di non averlo mai scritto in questo blog, almeno mai riferito a me stesso.
Ebbene, la clemenza è uno strumento del mio nuovo alter ego, il nuovo protagonista di questo folle specchio che è il mio blog.
Nel post precedente mi sono riferito a lui come Nuovo Corridore, per contrapporlo al Vecchio e perché dal Vecchio discende ed eredita molte caratteristiche.
Ma il mio nuovo personaggio ha un nuovo ruolo e quindi un nuovo simbolo.
Egli non corre ancora, anche se di sicuro lo farà.
Egli non è dilaniato dai demoni, anche se di sicurò accadrà.
Egli non si è ancora perso nel Tartaro, anche se prima o poi il destino lo guiderà per sentieri confusi e irti di errori.
Ma non è più un Corridore. Perché ora ha una consapevolezza diversa, ha meno paura dell'Oscurità perché a proprio da quella che è nato. Ed è in quella che ha imparato a muoversi e vivere.
Per lui la corsa è solo uno strumento, non la sua natura.
Per lui i Valli sono elementi strutturali, da costruire e preservare e magari ammorbidire, non solo da infrangere con rabbia e disprezzo.
Per lui l'obiettivo non è solo giungere alla Conoscenza, ma tramite essa riaggiungere ciò che veramente Cerca: l'Armonia e l'Equilibrio.
E poichè la sua natura è cambiata, egli ha un nuovo nome.
Egli è il Cercatore.
E il Cercatore sono IO.
mercoledì 26 maggio 2010
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