lunedì 10 gennaio 2011

16. La Fine di un Viaggio

Non c'è che dire,
il Cercatore è decisamente meno prolisso e prolifico di quanto non fosse il (non compianto) Corridore.
Sei mesi di silenzio, in cui sono successe moltissime cose che sarebbe valsa la pena raccontare. Oppure no?
Di sicuro se lo avessi fatto la narrazione risulterebbe meno sfilacciata. Ma visto che alla fine io sono l'unico vero lettore di questo blog, ed avendo io una conoscenza dei fatti assai migliore e particolareggiata di quanto ivi riportato... a chi importa?

Cosa mi spinge a calcare di nuovo le terre del Tartaro?

Un lettore attento, uno scolaro diligente alzerà il braccio dal primo banco gridando: "Il dolore! La rabbia! La paura! La Paranoia!".

Sbagliato. Oh, solo per la pigrizia di una mano e di una mente che non necessita più di estroflettere il suo dolore come lo stomaco di alcuni curiosi pesci. Ci sono state molte esplosioni di dolore nella mia mente, molti spurghi di ferite suppuranti e malefiche.

Eppure non è tutto questo che in questa occasione mi ha spinto qui. Come in un post ormai lontano ho fatto per l'Albero, sono qui per parlare d'Amore e della fine di un'Epoca.


Fuori dal Deserto di Pietra

Tempo addietro paragonai, con le dovute distinzioni, la mia uscita dal Golgota Inverso all'Esodo biblico. So che può sembrare megalomania, forse un po' lo è, ma mi piace creare immagini forti ed evocative, tanto da rifarmi a qualcosa che vada un po' oltre la cultura pop di qualche blogger bimbomikia.

Come per l'epopea del Popolo d'Israele, ho vagato a lungo nel Deserto, soffrendo e interrogandomi su me stesso e su ciò che mi ci aveva portato.

Mi sembra strano, ora, ricordare tutto l'odio e il rancore che provavo al tempo. Ma come sempre succede, le emozioni sono vive finché ci sono, poi ne resta vivido il ricordo... e poi pian piano si attenuano, quando nuove esperienze e gioie ci fanno andare avanti. Molti pensano che il Tempo sia una cura.. in realtà è la Vita ad esserlo, ciò che va a riempire i vuoti e le ferite. Di per sé, il tempo è solo una dimensione arida, un'infinita linea prospettica su cui proiettare le nostre paranoie, il nostro dolore e il nostro vittimismo.

Vagare nel Deserto mi ha insegnato una cosa: a usare l'amore per me stesso per contrastare il mio senso di colpa. Sviscerati i miei errori e le mie responsabilità, sono stato pronto a presentare il conto alla Signora del Labirinto per il male che mi aveva fatto.

Chi è la
Signora del Labirinto? Una delle figure che mi hanno portato alla Caduta nel Golgota Inverso, un personaggio di cui avrei dovuto parlare in questo blog ma che per pigrizia (o eccessivo dolore) non sono riuscito a descrivere a dovere.
Peccato.

Pazienza.
Amen.
Meglio così!

Sono stato un po' codardo, ora lo capisco. Ho chiesto il conto solo a lei e non agli altri, perché sapevo che dagli altri MAI avrei potuto ottenere soddisfazione. Però, a ben vedere, con gli altri sarebbe stato inutile, non parlavano la mia lingua e non erano interessati a me, figuriamoci ai miei problemi.

E poi: io alla Signora volevo ancora bene, al tempo, nonostante il rancore. Speravo che liberarmene sarebbe servito a riavviciniarsi, ma ho sbagliato i conti.

A posteriori posso dire che non avrebbe mai funzionato: aspettare sei mesi per parlare di un male subito sa di ridicolo, specialmente per una persona che si era lasciata tutto alle spalle, dopo aver trovato altrove ciò che aveva invano cercato in me.

Sciocco aspettare tanto? No. Ingenuo forse, ma sicuramente non inutile. Perché se non avessi aspettato di essere pronto....avrei tirato fuori tutta la mia violenza e la mia crudeltà. Forse dovrei parlarne davvero, in effetti meritano questi argomenti. Ma non in questo post.

Dopo aver ricevuto una meravigliosa risposta dalla suddetta Signora, nella quale mi dimostrò quanto avessi ragione e nel contempo quanto mi fossi illuso sul suo conto, attraversai un profondo canyon su un ponte di Fuoco e Feriocia, ritrovandomi fuori dal Deserto di Pietra.

Wow. Entusiamo. Vittoria. Fico.

Libero? macché. Fu un importante passo avanti, avevo tirato fuori un dolore covato per sei mesi.. ma la reazione non mi aveva certo soddisfatto, le mie ferite erano rimarginate, ma non affatto guarite. E il passare del tempo non serviva (vedi sopra), perché il rancore ancora affiorava come un geyser di rabbia.

Stremato, ferito, arrivai così all'estate, con una voglia di divertirmi che nasceva da una disperata voglia di riscatto. Il fato mi portò a uscire dalla mia vita e a trascorrere un favoloso idillio in uno dei posti più belli del mondo: un villaggio di sole e gradini, fra il mare e i monti. Per di più, in compagnia di un gruppo di persone stupende.

E lì conobbi Lei, una delle persone che, seppur per un tempo brevissimo, ho avuto modo di amare con un'intensità sorprendente, tanto da renderla una dei personaggi più importanti di questo blog.
La persona che mi ha salvato, la persona che mi ha guarito.
La persona che ha riportato la luce nel mio cuore.
La persona che mi ha insegnato a volare.

Andromeda Oscura

Come posso in questo blog esprimire quel che provo veramente per te? un sentimento così complesso, ricco, VIVO che per la prima volta sento come una costrizione tutte le immagini, i simboli e le metafore del Tartaro.

Ora che la nostra storia è finita, sento però di dover tracciare qualcosa per te, in questa terra di sogno. Per il
breve passato insieme, per il triste presente che ci vede impegnati nel distacco, per il futuro che ci attende, non più insieme ma magari... comunque vicini, in qualche modo.

Tu mi hai guarito. Mi hai dato la forza di affrontare il male che mi era stato fatto e che mi ero inflitto. Fra le tue braccia, piangente, ho aperto altri Pozzi oscuri, ci ho guardato dentro, ho portato fuori il marcio della mia anima. Con te, che asciugavi le mie lacrime, sopportavi le mie paranoie, assolvevi il MALE che ho fatto, che sono. Mi hai reso un uomo più libero. Mi hai aiutato a chiudere più di un capitolo, di affrontare più di un dolore, compresi quelli causati dalla Signora del Labirinto.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai raccolto, spezzato, quando una tragedia esterna e assudra ha portato via all'affetto mio e di mia madre una persona davvero cara, amata e importante.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai mostrato il dolore vero. Nel tuo passato ho visto l'orrore e la sofferenza, cose ben più serie delle sciocchezze che ho provato io. Mi hai fatto provare la paura per ciò che ho visto, ma per te, Luce del mio Cuore, mi son fatto violenza e ho superato o accettato tutto ciò che ho provato. E' stato difficile e costoso, ma sono contento di averlo fatto. Me ne porto ancora le ferite, lo so... ma penso che con te io possa aver compreso il vero senso della Compassione, il che mi ripaga e molto.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai reso felice: mi hai fatto sentire amato, coccolato, apprezzato. Mi hai fatto capire che sì, sono una persona oscura, ma so anche essere di nuovo una persona premurosa e capace di amare. Mi hai fatto sentire speciale e meraviglioso, per te. Mi hai regalato momenti di indicibile gioia, scoperta anche nelle cose più piccole e quotidiane. E potendoti vedere solo per breve tempo, vista la distanza fisica che separa le nostre città, mi hai insegnato a godermi l'attimo, il presente, senza aspettare sempre un irraggiungibile futuro.
Grazie, amore mio.

Tu sei stata una sfida: così diversa da me, a volte così distante dai miei schemi che ho dovuto lottare per accettare tante cose. Ho imparato il significato del compromesso e il senso del LIMITE: alcune cose ero pronto a non accettarle, a qualunque costo. Ma ho anche imparato che molti dei limiti che mi pongo sono solo gabbie mentali, che possono e devono essere frantumate.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai fatto scoprire una parte della mia natura, per il bene o per il male. Io sono uno specchio: porto naturalmente le donne che stanno con me davanti a loro stesse, a guardare la parte più oscura di loro. Lo faccio giudicando il meno possibile, ma spingendo le persone ad affrontare le prorie responsabilità, a contemplare il male fatto agli altri, per poter migliorare. Chi non è abbastanza forte per accettarlo, scappa: così è stato per la Signora del Labirinto.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai stupito e commosso: quando ti conobbi non pensavo proprio che fossi una persona così bella, che fossi in grado di darmi così tanto, di spingerti così avanti, di affrontare i tuoi limiti...per me. Non lo dimenticherò mai, è una cosa straordinaria e preziosa.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai fatto sognare: una vita con te, un futuro insieme, vacanze, viaggi, momenti felici. Sono l'unica cosa che rimpianga davvero, non poterli vivere con te, fra le tue braccia, respirando il tuo profumo. Molti sono stati solo giochi, miraggi irraggiungibili disegnati da un momento romantico, presto stroncato dalla realtà. Ma non è quello l'importante, non è il fatto che non si siano realizzati. Ti sono grato per averli anche solo sognati con me.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai insegnato a volare: ho raggiunto una nuova e più ampia consapevolezza di me. Non solo da Corridore son diventato Cercatore, ma ora il cercatore può librarsi nell'aria del Tartaro, staccarsi dal suolo. Inizia la libertà.
Grazie, amore mio.

Tu mi hai rispettato e questa è la cosa abbia amato di più. Nonostante la tua natura, nonostate le tue attitudini, tu hai rispettato ciò che ti ho chiesto all'inizio: il rispetto, secondo la mia declinazione.
Mi rattrista che sia finita, di una tristezza permeata di dolore e struggimento. Non si incontra tanto spesso, in una sola vita, una persona che ti faccia sentire così vivo, amato, completo. Ma se ci lasciamo, non è per inadeguatezza mia o tua: ognuno deve percorrere la sua strada, dal punto in cui si trova, non fingendo di essere dove si vuole. Nonostante le mille difficolta, t
u mi hai rispettato e sono veramente orgoglioso di te.
Grazie, amore mio.

E' tempo che vada, amore mio. Le tue Catene ti legano al dolore, all'incertezza, alla paura. Tu sola puoi spezzarle, io non sono stato abbastanza forte. Non posso portarti con me, non posso salvarti, per quanto mi venga voglia di urlare al pensiero.
Tu sola puoi salvarti e penso che tu abbia tutti gli strumenti per farlo. Una parte li hai sempre avuti, ma tu mi hai dato così tanto che spero di averti fornito almeno un piccolo aiuto, una piccola lima per segare le tue Catene.
Mentre io concludo il mio viaggio, tu ora inizierai il tuo.

Buona fortuna, amore mio. E ricorda che il Cercatore è da sempre da qualche parte, nel Tartaro.


La Fine di un Viaggio

E così mi libro nell'aria, fino alla cima di una rupe che taglia l'orizzonte. Il mio viaggio, iniziato tanto tempo fa con la Trasfigurazione dell'Albero, è finito.
Ho affrontato dolore, ansia, rancore, rabbia... ma penso di essermela cavata abbastanza bene.
Presto sarà tempo di ripartire. Non ci si ferma mai, nel Tartaro. Non ho ancora ciò che desidero, devo proseguire.
Ma qui, adesso, sul bordo della rupe, accendo un Fuoco di Segnalazione. Per chi è rimasto indietro, per chi si è perso. Per la mia amata Andromeda, in lotta con le sue Catene e la sua Oscurità, anche lei alla ricerca di ciò che più serve: Armonia ed Equilibrio.

Contemplando alta nel cielo la Costellazione dell'Albero, sentendo ancora sulle labbra il Bacio di Andromeda, ora mi riposo. Ora c'è luce, nel Tartaro.





1 commenti:

Annina ha detto...

...non ti nascondo che ho versato qualche lacrima...mamma mia..sei di un intenso...