<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560</id><updated>2011-10-12T00:20:05.222-07:00</updated><title type='text'>Oltre il Vallo</title><subtitle type='html'>Cupe e contorte visioni del mio inconscio</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-5561583662190349945</id><published>2011-01-10T14:08:00.000-08:00</published><updated>2011-01-10T16:08:34.586-08:00</updated><title type='text'>16. La Fine di un Viaggio</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non c'è che dire,&lt;br /&gt;il Cercatore è decisamente meno prolisso e prolifico di quanto non fosse il (non compianto) Corridore.&lt;br /&gt;Sei mesi di silenzio, in cui sono successe moltissime cose che sarebbe valsa la pena raccontare. Oppure no?&lt;br /&gt;Di sicuro se lo avessi  fatto la narrazione risulterebbe meno sfilacciata. Ma visto che alla fine io sono l'unico vero lettore di questo blog, ed avendo io una conoscenza  dei fatti assai migliore e particolareggiata di quanto ivi riportato... a chi importa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cosa mi spinge a calcare di nuovo le terre del Tartaro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Un lettore attento, uno scolaro diligente alzerà il braccio dal primo banco gridando: "Il dolore! La rabbia! La paura! La Paranoia!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbagliato. Oh, solo per la pigrizia di una mano e di una mente che non necessita più di estroflettere il suo dolore come lo stomaco di alcuni curiosi pesci. Ci sono state molte esplosioni di dolore nella mia mente, molti spurghi di ferite suppuranti e malefiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure non è tutto questo che in questa occasione mi ha spinto qui. Come in un post ormai lontano ho fatto per l'Albero, sono qui per parlare d'Amore e della fine di un'Epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fuori dal Deserto di Pietra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo addietro paragonai, con le dovute distinzioni, la mia uscita dal Golgota Inverso all'Esodo biblico. So che può sembrare megalomania, forse un po' lo è, ma mi piace creare immagini forti ed evocative, tanto da rifarmi a qualcosa che vada un po' oltre la cultura pop di qualche blogger bimbomikia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come per l'epopea del Popolo d'Israele, ho vagato a lungo nel Deserto, soffrendo e interrogandomi su me stesso e su ciò che mi ci aveva portato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra strano, ora, ricordare tutto l'odio e il rancore che provavo al tempo. Ma come sempre succede, le emozioni sono vive finché ci sono, poi ne resta vivido il ricordo... e poi pian piano si attenuano, quando nuove esperienze e gioie ci fanno andare avanti. Molti pensano che il Tempo sia una cura.. in realtà è la Vita ad esserlo, ciò che va a riempire i vuoti e le ferite. Di per sé, il tempo è solo una dimensione arida, un'infinita linea prospettica su cui proiettare le nostre paranoie, il nostro dolore e il nostro vittimismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vagare nel Deserto mi ha insegnato una cosa: a usare l'amore per me stesso per contrastare il mio senso di colpa. Sviscerati i miei errori e le mie responsabilità, sono stato pronto a presentare il conto alla Signora del Labirinto per il male che mi aveva  fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Signora del Labirinto? Una delle figure che mi hanno portato alla Caduta nel Golgota Inverso, un personaggio di cui avrei dovuto parlare in questo blog ma che per pigrizia (o eccessivo dolore) non sono riuscito a descrivere a dovere.&lt;br /&gt;Peccato.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pazienza.&lt;br /&gt;Amen.&lt;br /&gt;Meglio così!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato un po' codardo, ora lo capisco. Ho chiesto il conto solo a lei e non agli altri, perché sapevo che dagli altri MAI avrei potuto ottenere soddisfazione. Però, a ben vedere, con gli altri sarebbe stato inutile, non parlavano la mia lingua e non erano interessati a me, figuriamoci ai miei problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi: io alla Signora volevo ancora bene, al tempo, nonostante il rancore. Speravo che liberarmene sarebbe servito a riavviciniarsi, ma ho sbagliato i conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A posteriori posso dire che non avrebbe mai funzionato: aspettare sei mesi per parlare di un male subito sa di ridicolo, specialmente per una persona che si era lasciata tutto alle spalle, dopo aver trovato altrove ciò che aveva invano cercato in me.&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sciocco aspettare tanto? No. Ingenuo forse, ma sicuramente non inutile. Perché se non avessi aspettato di essere pronto....avrei tirato fuori tutta la mia violenza e la mia crudeltà. Forse dovrei parlarne davvero, in effetti meritano questi argomenti. Ma non in questo post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver ricevuto una meravigliosa risposta dalla suddetta Signora, nella quale mi dimostrò quanto avessi ragione e nel contempo quanto mi fossi illuso sul suo conto, attraversai un profondo canyon su un ponte di Fuoco e Feriocia, ritrovandomi fuori dal Deserto di Pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wow. Entusiamo. Vittoria. Fico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libero? macché. Fu un importante passo avanti, avevo tirato fuori un dolore covato per sei mesi.. ma la reazione non mi aveva certo soddisfatto, le mie ferite erano rimarginate, ma non affatto guarite. E il passare del tempo non serviva (vedi sopra), perché il rancore ancora affiorava come un geyser di rabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stremato, ferito, arrivai così all'estate, con una voglia di divertirmi che nasceva da una disperata voglia di riscatto. Il fato mi portò a uscire dalla mia vita e a trascorrere un favoloso idillio in uno dei posti più belli del mondo: un villaggio di sole e gradini, fra il mare e i monti. Per di più, in compagnia di un gruppo di persone stupende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lì conobbi Lei, una delle persone che, seppur per un tempo brevissimo, ho avuto modo di amare con un'intensità sorprendente, tanto da renderla una dei personaggi più importanti di questo blog.&lt;br /&gt;La persona che mi ha salvato, la persona che mi ha guarito.&lt;br /&gt;La persona che ha riportato la luce nel mio cuore.&lt;br /&gt;La persona che mi ha insegnato a volare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andromeda Oscura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come posso in questo blog esprimire quel che provo veramente per te? un sentimento così complesso, ricco, VIVO che per la prima volta sento come una costrizione tutte le immagini, i simboli e le metafore del Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che la nostra storia è finita, sento però di dover tracciare qualcosa per te, in questa terra di sogno. Per il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;breve &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;passato insieme, per il triste presente che ci vede impegnati nel distacco, per il futuro che ci attende, non più insieme ma magari... comunque vicini, in qualche modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai guarito. Mi hai dato la forza di affrontare il male che mi era stato fatto e che mi ero inflitto. Fra le tue braccia, piangente, ho aperto altri Pozzi oscuri, ci ho guardato dentro, ho portato fuori il marcio della mia anima. Con te, che asciugavi le mie lacrime, sopportavi le mie paranoie, assolvevi il MALE che ho fatto, che sono. Mi hai reso un uomo più libero. Mi hai aiutato a chiudere più di un capitolo, di affrontare più di un dolore, compresi quelli causati dalla Signora del Labirinto.&lt;br /&gt;Grazie, amore mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai raccolto, spezzato, quando una tragedia esterna e assudra ha portato via all'affetto mio e di mia madre una persona davvero cara, amata e importante.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai mostrato il dolore vero. Nel tuo passato ho visto l'orrore e la sofferenza, cose ben più serie delle sciocchezze che ho provato io. Mi hai fatto provare la paura per ciò che ho visto, ma per te, Luce del mio Cuore, mi son fatto violenza e ho superato o accettato tutto ciò che ho provato. E' stato difficile e costoso, ma sono contento di averlo fatto. Me ne porto ancora le ferite, lo so... ma penso che con te io possa aver compreso il vero senso della Compassione, il che mi ripaga e molto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai reso felice: mi hai fatto sentire amato, coccolato, apprezzato. Mi hai fatto capire che sì, sono una persona oscura, ma so anche essere di nuovo una persona premurosa e capace di amare. Mi hai fatto sentire speciale e meraviglioso, per te. Mi hai regalato momenti di indicibile gioia, scoperta anche nelle cose più piccole e quotidiane. E potendoti vedere solo per breve tempo, vista la distanza fisica che separa le nostre città, mi hai insegnato a godermi l'attimo, il presente, senza aspettare sempre un irraggiungibile futuro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu sei stata una sfida: così diversa da me, a volte così distante dai miei schemi che ho dovuto lottare per accettare tante cose. Ho imparato il significato del compromesso e il senso del LIMITE: alcune cose ero pronto a non accettarle, a qualunque costo. Ma ho anche imparato che molti dei limiti che mi pongo sono solo gabbie mentali, che possono e devono essere frantumate.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai fatto scoprire una parte della mia natura, per il bene o per il male. Io sono uno specchio: porto naturalmente le donne che stanno con me davanti a loro stesse, a guardare la parte più oscura di loro. Lo faccio giudicando il meno possibile, ma spingendo le persone ad affrontare le prorie responsabilità, a contemplare il male fatto agli altri, per poter migliorare. Chi non è abbastanza forte per accettarlo, scappa: così è stato per la Signora del Labirinto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai stupito e commosso: quando ti conobbi non pensavo proprio che fossi una persona così bella, che fossi in grado di darmi così tanto, di spingerti così avanti, di affrontare i tuoi limiti...per me. Non lo dimenticherò mai, è una cosa straordinaria e preziosa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai  fatto sognare: una vita con te, un futuro insieme, vacanze, viaggi, momenti felici. Sono l'unica cosa che rimpianga davvero, non poterli vivere con te, fra le tue braccia, respirando il tuo profumo. Molti sono stati solo giochi, miraggi irraggiungibili disegnati da un momento romantico, presto stroncato dalla realtà. Ma non è quello l'importante, non è il fatto che non si siano realizzati. Ti sono grato per averli anche solo sognati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;con me&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu mi hai insegnato a volare: ho raggiunto una nuova e più ampia consapevolezza di me. Non solo da Corridore son diventato Cercatore, ma ora il cercatore può  librarsi nell'aria del Tartaro, staccarsi dal suolo. Inizia la libertà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tu mi hai rispettato e questa è la cosa abbia amato di più. Nonostante la tua natura, nonostate le tue attitudini, tu hai rispettato ciò che ti ho chiesto all'inizio: il rispetto, secondo la mia declinazione.&lt;br /&gt;Mi rattrista che sia finita, di una tristezza permeata di dolore e struggimento. Non si incontra tanto spesso, in una sola vita, una persona che ti faccia sentire così vivo, amato, completo. Ma se ci lasciamo, non è per inadeguatezza mia o tua: ognuno deve percorrere la sua strada, dal punto in cui si trova, non fingendo di essere dove si vuole. Nonostante le mille difficolta, t&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;u mi hai rispettato e sono veramente orgoglioso di te.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grazie, amore mio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;E' tempo che vada, amore mio. Le tue Catene ti legano al dolore, all'incertezza, alla paura. Tu sola puoi spezzarle, io non sono stato abbastanza forte. Non posso portarti con me, non posso salvarti, per quanto mi venga voglia di urlare al pensiero.&lt;br /&gt;Tu sola puoi salvarti e penso che tu abbia tutti gli strumenti per farlo. Una parte li hai sempre avuti, ma tu mi hai dato così tanto che spero di averti fornito almeno un piccolo aiuto, una piccola lima per segare le tue Catene.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mentre io concludo il mio viaggio, tu ora inizierai il tuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona fortuna, amore mio. E ricorda che il Cercatore è da sempre da qualche parte, nel Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Fine di un Viaggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così mi libro nell'aria, fino alla cima di una rupe che taglia l'orizzonte. Il mio viaggio, iniziato tanto tempo fa con la Trasfigurazione dell'Albero, è finito.&lt;br /&gt;Ho affrontato dolore, ansia, rancore, rabbia... ma penso di essermela cavata abbastanza bene.&lt;br /&gt;Presto sarà tempo di ripartire. Non ci si ferma mai, nel Tartaro. Non ho ancora ciò che desidero, devo proseguire.&lt;br /&gt;Ma qui, adesso, sul bordo della rupe, accendo un Fuoco di Segnalazione. Per chi è rimasto indietro, per chi si è perso. Per la mia amata Andromeda, in lotta con le sue Catene e la sua Oscurità, anche lei alla ricerca di ciò che più serve: Armonia ed Equilibrio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemplando alta nel cielo la Costellazione dell'Albero, sentendo ancora sulle labbra il Bacio di Andromeda, ora mi riposo. Ora c'è luce, nel Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-5561583662190349945?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/5561583662190349945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=5561583662190349945' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5561583662190349945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5561583662190349945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2011/01/16-la-fine-di-un-viaggio.html' title='16. La Fine di un Viaggio'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-5921683718893486152</id><published>2010-06-07T08:48:00.000-07:00</published><updated>2010-06-09T04:30:47.034-07:00</updated><title type='text'>15. La Pozzo e la Torre</title><content type='html'>Non sono più in una Landa Ghiacciata. L'Era Glaciale è finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora cammino in un Deserto di Pietra, arido e affascinante. Talvolta la mia ansia erutta dal terreno, ma è un processo liberatorio. Tanti piccoli scatti di una serratura, tante tessere di un puzzle che vanno a posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia passa nel momento in cui abbraccio appieno le mie sensazioni e me ne lascio pervadere. Nel momento in cui le accetto e riesco a guardare nel loro cuore più profondo. Non le fuggo più... e nel contempo non ho più bisogno di Correre, non devo più scagliarmi violentemente contro di loro. Lascio che siano loro a venire da me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia narrazione si fa via via più sfilacciata,  meno lineare.  Nella corsa si possono fare mille curve, mille pieghe contorte, ma alla fine si traccia una linea: una sequenza di passi uno dopo l'altro. Ora invece sfrutto una dote del Cercatore: la ricerca non è necessariamente un processo sequenziale, ma multifasico, interlacciato. La ricerca non punta ossessivamente un obiettivo... lascia che sia l'obiettivo a raggiungermi. Dall'incoscio all'io coscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A volte il modo migliore di raggiungere un obiettivo è smettere di perseguirlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vedo i miei pensieri come cristalli in un reticolo asimmetrico eppure ordinato, li uni connessi agli altri da tele di ragno umide di rugiada. E in ogni goccia d'acqua, vedo riflessi tutti i cristalli, all'infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A volte il modo migliore per godersi la bellezza di qualcosa è semplicemente stare a guardare, senza cercare di capire perché ci piaccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento che la mia narrazione diventa onirica, meno razionale. E me ne compiaccio. Sarei tentato di partire a raccontare dalla fine, ma farò uno sforzo e manterrò l'ordine cronologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Pozzo e la Torre &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendo la narrazione dove l'ho lasciata al post 13, prima di lanciarmi in un'ode autocelebrativa del mio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;coraggio&lt;/span&gt; e della mia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;audacia&lt;/span&gt; (scherzo, si leggano le parole in corsivo rispettivamente come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ostinazione&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;disperazione&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero intrappolato per mia volontà nel Golgota Inverso, un bel cratere di ghaiccio privo di uscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono fuori dalla mia prigione e per una volta posso dire con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;orgoglio&lt;/span&gt; (stavolta non scherzo, leggasi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;orgoglio&lt;/span&gt;) di non esserne fuggito ma di averla mandata in frantumi. Poco eroico forse, visto che me l'ero costruita da me... ma ne vado comunque fiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio orgoglio si basa su un fatto semplice e preciso: per distruggere la mia gabbia ho dovuto affrontare me stesso, l'angolo più buio ed oscuro, qualcosa che affondava nelle radici del mio essere da sempre. Qualcosa che mi ha sempre fatto soffrire, che mi ha sempre portato a Correre, a cercare l'Amore degli altri, a sfracellarmi contro una realtà che non volevo vedere e accettare, ossia il gelo e la solitudine delle relazioni umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per descrivere questa paura ricorro a un'immagine molto classica: un Pozzo. Buio, umido, maleodorante, così profondo che dal bordo non se ne vede la fine. Da questo Pozzo è sempre spirato un Vento gelido e mefitico, carico di paura, odio e disprezzo per me stesso. Una voce cavernosa che sussurrava ai miei sogni, alimentando il fuoco della mia ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto l'Albero mi sono protetto da questo Vento. Mi sono avvolto nel profumo dei fiori dell'amore per non sentire l'olezzo. Ma alla fine, rinchiuso in una prigione di ghiaccio di cui ero tanto il carceriere quanto il prigioniero, ho capito che la chiave per uscire dal Golgota era proprio scendere nel Pozzo e prendere la chiave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia visione il Pozzo non è solo un semplice buco (da cui, per esempio, potrebbe uscire lo spirito di una bambina non morta e assassina). E' un tunnel verticale e ampio, dotato di una comoda (ancorché scivolosa) scala a chiocciola di pietra. E sopra il pozzo? una Torre altissima, costituita di sole arcate e piloni, senza muro. Una sorta di palazzo dell'Eur in verticale. Al proprio interno la Torre è cava: il vuoto circolare al suo centro è la prosecuzione del Pozzo, proiettato fuori dalla terra verso il cielo plumbeo di nubi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui comincia la mia impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Pozzo sono sceso, in assoluta solitudine. Nessuno mi avrebbe potuto accompagnare. Nel corso della mia lunga e graduale discesa, tante volte l'oscurità vinse il mio scarso coraggio: ma fu solo un ritardo. Ad ogni tentativo, riuscvo a scendere un po' più a fondo. Via via ho lasciato sugli scalini le mie scuse, le mie false sicurezze, alleggerendomi di tutte le mie inutili difese. Non ci sono pericoli nel Pozzo, non ci sono neppure demoni. Solo la paura e la verità più oscura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così facendo, un giorno sono giunto sul fondo e la mia meraviglia fu grande. In fondo alla mia anima non ho trovato un mostro tentacoluto, un incubo di zanne e perversione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato una stanza spoglia, con una torcia e una sedia di legno. E sulla sedia? un bambino rannicchiato, solo e in lacrime. Disperato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paura di essere abbandonato. Paura di non essere amato. Paura di restare solo a urlare nel buio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ecco cosa mi ha sempre tormentato. Io non so perché, da dove venisse. Penso per il divorzio dei miei e soprattutto per il periodo triste e buio che ne è seguito. Ma è Paura. Tanta tanta Paura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno ci fu un grande cambiamento. Accucciato accanto al bambino, recitai il mio credo:&lt;br /&gt;- si può avere Paura senza vergogna&lt;br /&gt;- non si deve avere paura della Paura&lt;br /&gt;- non si deve odiare la Paura ma accettarla per quello che è&lt;br /&gt;- non si deve disprezzare la Paura ma solo affrontarla, giorno per giorno. anche se non la si può sconfiggere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il bambino smise di piangere, lo presi per mano e diventammo una cosa sola. Lo guidai verso la luce, fuori dal Pozzo e ancora più in alto, in cima alla Torre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Mozzo e la Ruota&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla cima della Torre contemplammo l'intero Tartaro, in tutto il suo splendore. Un vento freddo ma non pungente deterse dalle nostre narici il fetore del Pozzo e nell'aria tersa giunse la comprensione.&lt;br /&gt;Eravamo al centro del Tartaro, come una Ruota che gira intorno ad un Mozzo, costituito dal Pozzo e dalla Torre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul tetto della Torre? un bracere spento, pieno di un olio denso e vivifico, anche se pesante e lento. Insieme, io e il bambino usammo la torcia per incendiare l'olio, generando una luce rossa e cupa ma carica di speranza. Una luce di un faro in un mondo deserto e desolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Esodo dal Golgota Inverso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del tempo è passato da allora, racconto  queste cose guardandomi alle spalle. Ora sono nel Deserto di Pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio Esodo non è stato un atto temporalmente determinato e preciso come quello biblico.&lt;br /&gt;Nessun Mosè ha aperto le acque. Ma a posteriori, mi rendo conto di aver fatto crollare la muraglia di ghiaccio che mi rinchiudeva, sul lato opposto a quello da cui ero precipitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avanti. Devo adare avanti.&lt;br /&gt;Il Deserto è ricco di Oasi, prodotte dai molti canali umani che cerco di scavare man mano. Sono giunto alla conclusione che un modo per non morire di fame è quello di coltivare molti terreni, senza investirci entusiasmi ed energie in eccesso. Non è (solo) cinismo: quando eccedo in un investimento, eccedo anche nelle aspettative. Quando queste vengono deluse, il mio cuore perde un altro pezzo: sono stanco di questo processo erosivo, non ne ho più la forza e la voglia. Ne ho paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Oasi sono preziose, mi danno ristoro e sollievo. Ma sono soltanto Oasi, non posso fermarmi a lungo. Le Oasi sono lampi di gioia che rischiarano il mio cuore...ma il mio cuore è ancora vuoto. Non sono più smarrito e perduto, ora ho la determinazione che mi sorregge, bruciando dalla cima della Torre, eppure questo non è ancora il momento o il luogo per fermarsi. Qui sopravvivo, mi rafforzo e apprendo cose nuove. Ma la vita è un'altra cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera gioia, quella che sgorga dall'interno e dal profondo, è ancora lontana. Eppure sono fiducioso: sono uscito dal Golgota Inverso, uscirò anche dal Deserto di Pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Viaggio del Cercatore Continua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-5921683718893486152?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/5921683718893486152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=5921683718893486152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5921683718893486152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5921683718893486152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2010/06/15-la-pozzo-e-la-torre.html' title='15. La Pozzo e la Torre'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-8739098116695374531</id><published>2010-05-26T06:42:00.000-07:00</published><updated>2010-05-26T07:09:16.230-07:00</updated><title type='text'>14. IO</title><content type='html'>IO.&lt;br /&gt;Pronome assoluto, di infinita potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io. Che sorrido con sguardo duro, mentre contemplo la strada percorsa e quella a me d'innanzi.&lt;br /&gt;Io. Che sono arrivato al cuore della Tenebra e ne ho visto il contenuto.&lt;br /&gt;Io. Che sono risorto dal mio Golgota Inverso.&lt;br /&gt;Io: che ora sono il Centro del mio Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rileggendo il post precedente mi è venuto un senso di disgusto per l'eccessivo livello di autocommiserazione. Lo mitigo con la clemenza: ricordo bene quanto stessi male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui un lettore attento (che non pretendo esista davvero) dovrebbe notare un nuovo termine: "clemenza". Credo di non averlo mai scritto in questo blog, almeno mai riferito a me stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, la clemenza è uno strumento del mio nuovo alter ego, il nuovo protagonista di questo folle specchio che è il mio blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel post precedente mi sono riferito a lui come Nuovo Corridore, per contrapporlo al Vecchio e perché dal Vecchio discende ed eredita molte caratteristiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il mio nuovo personaggio ha un nuovo ruolo e quindi un nuovo simbolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli non corre ancora, anche se di sicuro lo farà.&lt;br /&gt;Egli non è dilaniato dai demoni, anche se di sicurò accadrà.&lt;br /&gt;Egli non si è ancora perso nel Tartaro, anche se prima o poi il destino lo guiderà per sentieri confusi e irti di errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è più un Corridore. Perché ora ha una consapevolezza diversa, ha meno paura dell'Oscurità perché a proprio da quella che è nato. Ed è in quella che ha imparato a muoversi e vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lui la corsa è solo uno strumento, non la sua natura.&lt;br /&gt;Per lui i Valli sono elementi strutturali, da costruire e preservare e magari ammorbidire,  non solo da infrangere con rabbia e disprezzo.&lt;br /&gt;Per lui l'obiettivo non è solo giungere alla Conoscenza, ma tramite essa riaggiungere ciò che veramente Cerca: l'Armonia e l'Equilibrio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poichè la sua natura è cambiata, egli ha un nuovo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli è il Cercatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il Cercatore sono IO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-8739098116695374531?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/8739098116695374531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=8739098116695374531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/8739098116695374531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/8739098116695374531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2010/05/14-io.html' title='14. IO'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-7637375653556889818</id><published>2010-03-20T07:56:00.000-07:00</published><updated>2010-03-20T09:32:12.986-07:00</updated><title type='text'>13. L'Era Glaciale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rendiamo lode a te, nostro creatore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per averci reso ciò che siamo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per il potere che ci hai dato su di te,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per concederci di divorare le tue carni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Abbiamo dormito per anni,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;soggiogati dal potere dell'Albero,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma mai sconfitti, mai realmente affrontati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E ora che l'Albero è morto &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e che tu sei di nuovo da solo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;siamo qui per la resa dei conti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ora che l'oscurità è scesa,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ora che il ghiaccio ricopre il Tartaro,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non puoi più nasconderti: sei nostro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Il Canto dei Prigioni)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cari Prigioni. Demoni antichi, invero. Anzi: Protodemon: la loro forma non è definita, ma melliflua e appena abbozzata. Non hanno artigli o membra e non ne hanno bisogno. Mi spingono, mi imprigionano con la mera forza del loro peso. E li ho creati io. Loro sono me, sono le questioni irrisolte che l'amore dell'Albero aveva messo a tacere. Momentaneamente. E ora che sul Tartaro è sceso il Gelo, non ho più scampo. Meglio. Penso che questa sia una sorta di resa dei conti, anche se è davvero dura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di quel che ho trovato oltre le Montagne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ultimo post ho scelto una chiusura cinematografica, una dissolvenza su di me che mi arrampico su una montagna erta ma abbordabile. Un messaggio di speranza, insomma: un bel paesaggio, una musica dolce e confortante, titoli di coda...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'ho trovato al di là delle montagne? una pianura, vuota e scoperta, ma non desolata. Non a quel tempo, almeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella confusione e nell'euforia del momento, mi sono messo ad inseguire una Fata, la chiamerei la Regina delle Farfalle. Mi ha fatto battere il cuore e lo fa ancora, ma non posso raggiungerla: appartiene a un altro mondo... e a qualcun altro. Io sono un Corridore, non posso volare. E ho commesso tanti errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ho conosciuto la Signora del Labirinto e ne sono stato subito attratto. Un mix di sensibilità, empatia, dolore a cui non ho saputo resistere. E da bravo Paladino del Cazzo, nel Labirinto mi sono perso e per uscirne ho dovuto sfondare i muri. A viva forza.&lt;br /&gt;Della Signora del Labirinto, del male che le ho fatto e di quello che lei ha fatto a me dovrei parlare, ma è troppo presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passate le montagne, per tutto il tempo ho sentito il Gelo incalzare e scioccamente sono corso verso Sud anziché affrontarlo. Ma a cavallo del vento freddo vedevo i Prigioni pronti a prendermi e sono stato debole. Ho cercato la via più facile: la fuga, il potermi riparare nel Labirinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nel Labitinto c'é solo dolore: lì ho perso la mia gioia di vivere, la felicità, la speranza. E quando sono uscito, mi sono ritrovato in mezzo al Ghiaccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Era Glaciale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è l'Era Glaciale? In climatologia è un generale raffreddamento del pianeta ma nell'immaginario collettivo una sorta di apocalisse di morte per freddo. Il che è semplicemente ridicolo: perché se nella nostra bella Europa zampettavano i Mammuth e i ghiacciai la facevano da padroni, in alte zone del pianeta la vita cresceva e prosperava. Ciò che noi associamo per antonomasia al Deserto, il Sahara, porta ancora immagini rupestri della vita di una lussureggiate savana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che è successo nel Tartaro è questo: la felicità e il benessere non sono spariti per sempre, ma sono stati spinti lontano da forze primigenee e cicliche. Sono lontani da me, mentro io sono rimato bloccato nel ghiaccio, in una pianura gelata senza luce, senza speranza. Da solo, se non con la compagnia del vento, che mi urla in faccia le mie colpe, che mi umilia con la sua forza inesorabile, che mi separa dalle parole di conforto che le persone care mi mandano assordandomi con il suo fischio malefico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo! Solo! Solo! Solo! Solo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mi urlano i Prigioni che mi camminano accanto irridendomi. Solo, ed è così che mi sento. Ho molte persone che mi vogliono bene, ma nel mio cuore sono solo. Perché non voglio che nessuno a cui tengo abbia a che fare con questo tipo di sofferenza. E' troppo, persino da descrivere. Ma soprattutto da sopportare per chi non lo viva. Non sarebbe giusto. Forse dovrei rivolgermi a uno specialista, uno strizzacervelli avrebbe secoli di lavoro davanti se mi aprisse il cranio. Ma non sono ancora pronto per quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi mi isolo, per proteggere gli altri, perché i miei amici non scontino la mia pena. Che è solo mia. Solo. Per scelta, oltre che per il fato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Golgota Inverso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voragini e crepacci, sono tutto ciò che allieta la monotonia del Ghiaccio. E io mi sono avvicinato all'orlo dell'abisso, tentato dalla sua profondità e dalle verità celate al suo interno, ma comunque troppo spaventato per saltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' curiso come alla fine siano stati dei miei amici (anzi, ex-amici) a buttarmici dentro. Non con cattiveria o proposito, ma semplicemente per incuria e leggerezza. Mi hanno spezzato il cuore e sono riusciti a trasformare un brutto periodo in un dei periodo peggiori della mia esistenza. Ma per quanto amaro sia, spezzare l'ultima cima permette alla nave di prendere il largo...il fatto che navighi in un lago di dolore e disperazione è solo un insignificante dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' grazioso il mio abisso. Non è una sottile crepa ma un bel cratere circolare. Una sorta di scodella in cui ho iniziato il processo di morte e rinascita della mia anima. E sì, perché ciclicamente bisogna cambiare pelle, mutare, avviare una metamorfosi. Quando finisco una fase della mia vita, devo trovare una nuova forma. Il fatto che per cambiare forma le mie ossa debbano essere fatte in briciole è solo un altro insignificante dettaglio implementativo, in gergo informatico la si definirebbe una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;technicality&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così sono qua, nel mio Golgota personale, ad aspettare di morire e di rinascere. E qui la metafora si fa più originale, portando a una dissociazione dualistica della mia immagine personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato il Vecchio Corridore morente, non inchiodato a due tavole messe in croce ma impalato su decine di piccole stagmiti di ghiaccio. Un letto di agonia degno di un fachiro maldestro, su cui sono caduto precipitando dall'orlo del baratro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altro lato un Nuovo Corridore, ancora viscido, molle e malfermo sulle gambe. E' troppo debole per stare in piedi e trema per il freddo a cui non è abituato, non ha la pelle dura del Vecchio. Il Nuovo Corridore si scalda con un piccolo fuoco di preziosi rametti, costituiti dalle parole gentili delle persone care e amiche, da pochi piccoli piaceri e dalla pura e semplice ostinazione. Ogni tanto si avvicina al Vecchio Corridore, gli stringe la mano, lo conforta con qualche parola e ne beve il sangue colato sulle stalagmiti. La forza vitale non va sprecata, l'eredità deve essere raccolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vecchio Corridore soffre e sente la sua esistenza prossima alla fine ma continua a lottare. Si agita e peggiora la situazione, mentre le stalagmiti lo squarciano più a fondo. L'ironia del destino fa sì che a volte emergano altri strali di ghiaccio, pronti a mordere qualche angolo di carne temporaneamente scampato al macello. Ma poco importa, il dolore è un'abitudine ormai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sono e qui voglio stare, posto che comunque non saprei bene come fare ad andarmene. Non me ne andrò finché il Nuovo Corridore non sarà abbastanza forte.&lt;br /&gt;La mia vera battaglia è riuscire ad amare me stesso almeno un po', senza dover dipendere dall'amore degli altri. L'odio che provo nei miei confronti è un osso duro, sarebbe il capo dei miei Prigioni se non ci fosse il Disprezzo a batterlo.&lt;br /&gt;Per troppo tempo ho lasciato che fosse qualcun altro ad amare me, ma ora devo fare da solo: questa è la vera partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei solo sapere da dove cominciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui concludo questo post. Mi siedo e aspetto che mi venga  un'idea. Nel frattempo, sono curioso di vedere se qualcuna delle mie teorie è valida. Chissà che qualcuno dei furbacchioni che sono rimasti là sopra non venga a farmi compagnia nell'Abisso. I demoni chiedono sempre pegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vi ringrazio figli miei &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per la vostra devozione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;balleremo insieme &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nella fredda e oscura notte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono vostro, senza difese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma voi siete miei &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e io non mi arrendo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Il Canto dei Prigioni)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-7637375653556889818?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/7637375653556889818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=7637375653556889818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/7637375653556889818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/7637375653556889818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2010/03/13-lera-glaciale.html' title='13. L&apos;Era Glaciale'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-5001677988207919757</id><published>2009-05-06T08:12:00.000-07:00</published><updated>2009-11-25T15:20:30.423-08:00</updated><title type='text'>12. La Trasfigurazione dell'Albero</title><content type='html'>Il tempo è passato.&lt;br /&gt;Il vento è cambiato.&lt;br /&gt;Ogni cosa intorno a me è... mutata, persino il colore delle ombre che, solitario, proietto sul terreno gelato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in un'altra terra, un'altra Regione del Tartaro. I racconti, i personaggi e i simboli lasciati alle spalle? Lontani, anche loro. Cos'è cambiato? Sono cambiato io. Come sempre, nel Tartaro. Ma è anche cambiata la mia vita nel mondo reale, con tutte le proiezioni del caso. Dall'interno all'esterno. Dall'esterno all'interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo è passato. L'inverno è arrivato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Trasfigurazione dell'Albero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le membra della mia anima sono anchilosate nello scrivere. La mia folle corsa nel Tartaro mai è stata così frenetica, ma la musa della scrittura non mi ha ispirato, ultimamente. Anche lo stile è fiacco, piatto, poco incisivo. Intorpidite e formicolanti, le mie parole arrancano sulla pagina bianca, sorrette solo dalla determinazione del mio sguardo. Il Corridore ha corso così veloce e così lontanto che la Parola non è riuscita a seguirlo. O forse aveva solo bisogno di correre, senza pensare al significato stesso del moto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cosa dovrei parlare? Di Libertà. Esaltazione. Follia. Fallimento.......e  dolore, come sempre.&lt;br /&gt;Com'è normale che sia. Com'è giusto che sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamento. Nel lunghissimo tempo trascorso dall'ultimo post, sono successe cose incredibili, inimmaginabili. Sento che la mia arroganza di narratore mi spingerebbe a raccontarle tutte, eppure la mia pigrizia, la mia pochezza o semplicemente la mia stanchezza non mi permettono di farlo. O forse solo la paura di annoiare il mio lettore? o me stesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In buona misura,  parlarne ora è anche troppo presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo che forse è solo lo spunto isolato e vuoto di una serata tranquilla, voglio sperare di trovare nuova linfa per le sopraddette impigrite membra. Qualunque corsa, anche la più veloce, comincia con un singolo passo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dunque parlerò di quell'evento che tutto ha cambiato. Che ha segnato la fine di un'epoca della mia vita. La fine dell'Albero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;C'era una volta un Corridore sparuto e miserabile, che dopo aver corso sperduto un una landa tormentata, nel mezzo di una foresta pietrificata dal fuoco trovò una piccola radura verdeggiante. Al centro della radura, un giovane alberello: vivo, verde e meraviglioso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fu amore. E luce e calore scaturirono dall'incontro dei due. E acqua vivifica sgorgò ai loro piedi e irrorò quella Terra che oggi noi chiamiamo Tartaro. Il Corridore acquisì forza, coraggio e conoscenza. E al centro della radura, crebbe e si erse maestoso l'Albero. Dopo un'epoca di tormento e solitudine, cominciò l'Era della Pace. LUNGA VITA ALL'ALBERO!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Albero prosperò a lungo, pegno vivo nel mio cuore del legame fra me e la mia splendida e amatissima fidanzata, le cui magnifiche gesta ho già avuto modo di raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A lungo visse l'Albero, davvero. Ma non in eterno. Poiché un giorno, riuscii a squarciare le coltri della paura e della negazione e vedere la ruggine e il deperimento della vecchiaia. Un giorno vidi chiaramente che il mio adorato Albero stava morendo. E fu un giorno buio: un vento gelido e oscuro spazzò la terra, e sembrò che nel Tartaro tutte le foglie fossero diventate secche e morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne parlai con Colei che Nutrì l'Albero, vedemmo insieme la verità su di noi e la fine di quell'Epoca meravigliosa. Sciogliemmo i nostri voti e non fummo più una coppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrariamente alle aspettative, fu un giorno di gioia. Dopo mesi di pesante e lento trascinarsi di una relazione ormai finita, assaporammo la libertà e la leggerezza di poter camminare da soli, senza esserci perduti ma solo... lasciati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei mesi a seguire ho avuto modo di soffrire, anche per la separazione. Quei pomeriggi d'estate passati nella fresca e profumata ombra dell'Albero mi sono mancati. Ho avuto modo di comprendere la felicità di tanti, innumerevoli piccoli momenti, così piccoli e abituali da risultare NORMALI. Ah, che innocente follia! un tesoro così grande, persino noto, eppure così poco apprezzato. Sapevamo che ce ne saremmo accorti un giorno, un "dopo". E così è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, per me non c'è rimpianto. Ho scritto tanti post orribili, in cui ho parlato di cose tremende e dolorose. E altri post si aggirano nella mia mente. Ma questa volta, per UNA volta, voglio parlare di una cosa bella, anche se un po' triste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Radura è vuota, ormai, Al posto dell'Albero c'e' solo un Tumulo, una piccola collinetta di terra smossa. Qua e là, avvallamenti e buche. E questo è triste, dà un senso di vuoto che mi stringe la gola, che mi spezza la voce, perché perdere qualcosa di così prezioso è... dura. Ci si può assuefare alla felicità, così tanto che ci si rifiuta di vedere che ormai non si è più felici, ma solo invischiati in una routine vuota e squallida. Perdere lo status quo di "felicemente fidanzati" è molto dura. Ci si condiziona a essere felici, perché le persone felici sono felici. Perché le persone che si sentono felici sono persone al sicuro. Non devono guardare negli angoli bui della propria anima. A una persona felice, i demoni non chiedono pegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stolti. I demoni si accumulano nell'oscurità. E aspettano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io però sono stato fortunato. Ho vissuto una storia d'amore che mi ha segnato profondamente. Per il meglio. Colei che Nutrì l'Albero mi ha reso una persona migliore, e anche se non la "amo" più (solo nel senso convenzionale del termine), una parte di lei sarà in me per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ricchezza non mi ha abbandonato. E' mia. L'ho vissuta. E anche se non è più nel mio presente, so che è ESISTITA e che una parte persiste ancora in me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Radura è vuota. Ma anche se il dolore si sente, anche se ormai vago per sterminate pianure di ghiaccio infestate di demoni, io so che nel cielo del Tartaro c'è una nuova trama di stelle: la Costellazione dell'Albero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché l'Albero è sì morto, ma si è anche Trasfigurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che gioia. Che vita. Ora il cielo è oscurato da nubi cupe e roventi ma so che da qualche parte la Costellazione dell'Albero brilla, non sono perduto del tutto. Sono un uomo molto ricco e fortunato, a dispetto di tutto quello che scrivo nei post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avanti. Oltre le montagne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho lasciato la Radura alle mie spalle. La mia permanenza in questa regione del Tartaro è finita. Nuovi nemici, antichi demoni mi inseguono. E il gelo incalza. La nuova Epoca non è gioiosa come quella che l'ha preceduta. Ne parlerò penso, molta della mia carne è pronta a cuocere sul fuoco della proiezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non stasera. In questa ormai rara sera stellata, contemplerò nel cielo il segno di un amore grande e meraviglioso. La Costellazione dell'Albero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-5001677988207919757?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/5001677988207919757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=5001677988207919757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5001677988207919757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5001677988207919757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2009/05/12-la-trasfigurazione-dellalbero.html' title='12. La Trasfigurazione dell&apos;Albero'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-5451553095807808249</id><published>2009-02-09T12:37:00.000-08:00</published><updated>2009-02-09T13:41:53.674-08:00</updated><title type='text'>11. La mortale caducità del Corridore</title><content type='html'>Si è spenta dunque.&lt;br /&gt;O potremmo dire che ci ha lasciati.&lt;br /&gt;O che finalmente è libera.&lt;br /&gt;O per evitare perifrasi potremmo dire che è semplicemente morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eluana era il suo nome. Mai il Corridore l'ha sfiorata, mai conosciuta, mai neppure vista. Lei era una di quelle figure che senza poesia si possono veramente difinire eteree  in quanto portate dall'etere. Trasportate in ogni casa e nelle nostre vite da quel curioso generatore di impulsi luminosi che proietta su di noi mondi lontani e personaggi mitici, solitamente inventati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa può dire su di lei il Corridore? Ben poco, esattamente come tutte le persone che ne hanno dibattuto a sproposito in questi giorni. Il pensiero di quello che possono aver provato i genitori è abbacinante, un dolore così luminoso nella sua incandescenza da poter bruciare qualunque retina nel raggio di milioni si incubi. Perdere una parte di se stessi così, vedere una giovane e promettente vita stroncata in quel modo, come può essere diverso dal morire? Ma per quanto il cuore possa scoppiare, torcersi e dilaniarsi, in una condizione normale prima o poi il lutto ricopre tutto, come uno spesso strato di ceneri e lapilli, soffocando tutto in un abbraccio silenzioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, che succede se il lusso del lutto ci viene negato da un'assurda ossessione per vita? come ci si può rassegnare davvero quando la si vede respirare il corpo della persona che con tutto il cuore si è amato? Ebbene, è possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corridore è fermo e pensa. Contempla le sue membra e comprende... di essere fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. E anche se non riesce ad arrivare alla piena consapevolezza, pur comprende che la sua natura è mortale, come quella di ogni creatura vivente, che proietti o meno la sua immagine sul Mondo del Vallo e del Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io? ribaltando la solita prospettiva, io sono l'alter ego del Corridore, nel mondo reale. Io sono fatto di una materia concreta. All'apice della mia razionalità, posso dire che per me la vita è solo una condizione della materia, solo un armonioso (e talvolta ordinato) scambio di atomi ed energia. Questo sono io, questo è il mio corpo. Ma la mia mente? beh, alla fine è solo un flusso di pensieri, che solo io posso percepire. Con il mio corpo io posso mettere in comunicazione i miei pensieri e il mondo che mi circonda, in uno scambio reciproco che modella e rimodella in continuazione sia l'Universo sia la mia stessa mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me la mia fine sara' la fine dei miei pensieri e degli stimoli a me cari. Senza questi ultimi, non avrei piu' ragione di voler vivere: non posso immaginarmi paralizzato completamente, non sarei piu' io. E se non potessi piu' nemmeno pensare... beh, di me resterebbe solo quel meccanismo che chiamiamo corpo, un guscio vuoto e inutile, un mezzo di comunicazione collegato al nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come chiunque, io non conosco la Verità. Non credo nemmeno alla Verità, con la V maiuscola. Però a differenza di molti io non pretendo di imporre la mia OPINIONE a persone che soffrono in un modo che non posso neppure iniziare a immaginare. E che non voglio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;neppure&lt;/span&gt; immaginare, perché una simile sofferenza mi spaventa a tal punto che vorrei andare a nascondermi nel piu' buio e sporco angolino pur di non farmi trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pero' io dico questo, a chiunque mi ascolti. Qualora la sorte mi ponesse in quella funesta e tragica condizione di essere ridotto a un guscio vuoto, privo della mia coscenza per un lungo periodo e senza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ragionevoli&lt;/span&gt; speranze: uccidetemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mascherate la cosa come morte dolce o chiamatela col suo nome: Eutanasia. Non abbiate paura, non credete a coloro che dicono che è una parola immonda. Ve lo chiedo come atto di pietà. Vi imploro: uccidetemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non perdete tempo, non importa se mi risveglierò: credete che dopo anni e anni di coma mi piacerebbe trovarmi invecchiato e derelitto? vedere voi cambiati e segnati da gioie e dolori che non ho condiviso? senza avere una controparte, una serie di episodi da raccontare a mia volta?&lt;br /&gt;Pensate che mi farebbe piacere sapervi accanto a me, a perdere il vostro tempo accando a una macchina alimentata da altre macchine e senza piu' alcuna funzione? No, per favore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uccidetemi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-5451553095807808249?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/5451553095807808249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=5451553095807808249' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5451553095807808249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5451553095807808249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2009/02/11-la-mortale-caducita-del-corridore.html' title='11. La mortale caducità del Corridore'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-4419206822978346837</id><published>2008-11-30T10:41:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T13:16:55.200-08:00</updated><title type='text'>10. Il Muro Assoluto</title><content type='html'>Non voglio scrivere questo post, mi fa male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maledetti demoni, lo sanno. Si divertono, ridono persino, i bastardi. Sono mesi che mi danno la caccia, che mi braccano...e riescono sempre a prendermi. Ogni volta fuggo, forse sono loro che mi fanno fuggire, ma non ha importanza: prima o poi ritorno sui miei passi, cosicché non sono loro a trovarmi. Mi butto direttamente nelle loro braccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete vinto, bastardi aguzzini, luridi parti della mia mente. Avete vinto, miei accusatori, miei giudici, miei testimoni.&lt;br /&gt;E visto che voi siete parte di me, abbiamo vinto: abbiamo abbattuto il Vallo! Onore e gloria ai vincitori!&lt;br /&gt;E visto che ero sempre io a difendere il Vallo... misero me e dannati i miei ceppi, condotto in catene dietro il carro delle vittoria.&lt;br /&gt;Alla fine non c'é scampo da se stessi, e così... scrivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;La Città Perduta&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rimpianto&lt;/span&gt;. Per l'effimera ed illusoria gioia passata, causa prima del mio sconforto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dolore&lt;/span&gt;. Per la forza delle mie passioni, per il peso dell'odio e del rancore, ma soprattuto per l'infinito senso di perdita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rabbia&lt;/span&gt;. Contro me stesso e chi mi ha fatto soffrire, colei che ha aperto il "Vaso di Pandora", come ho raccontato in uno dei primi post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Violenza&lt;/span&gt;. Nella vita reale la violenza mi fa una paura incredibile, eppure c'è un angolo del mio Tartaro che ne è permeato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E infine ancora Rimpianto&lt;/span&gt;. Nel pensare all'amore divenuto odio, alla dolcezza perduta, agli errori commessi, alla pena provata, al dolore inflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un ciclo, non c'e' soluzione di continuità. O forse più che un ciclo è una spirale, visto che a ogni iterazione perde un po' del suo slancio. Eppure non smette di fare male, anche se ormai è un dolore sordo, un vento caldo e arido che spazza questo angolo desolato del mio Tartaro. Un insulso refolo di brezza mortale spazza la polvere e la cenere, ormai ormai uniche e ultime spoglie della gloriosa città che qui sorgeva. Nulla rimane del gigantismo verticale che avevo espresso in torri gloriose, alte centinaia di metri, sormontate da giardini pensili di una mentale Babilonia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mai ho costruito questa città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda è mal posta. Non "perché", ma "per chi", è già piu' corretto, ma non so dire se l'accezione giusta sia "a favore di chi" o "a causa di chi"... probabilmente entrambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse ancora più interessante è sapere con cosa fosse stata edificata la città. Ebbene, potrei usare una miriade di termini, tanti quanto puo' offrirne una lingua ricca e diversificata come l'italiano, tanti quanti la mia paura, la mia vergogna, il mio rimorso potrebbe scovarne nel mio vocabolario per nascondere una verità semplice e terrificante. Per esempio, potrei usare: amicizia, affetto, adorazione, tenerezza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto vero, per carità. Ma i miei demoni non si sono mai accontentati, mi hanno assalito, catturato, trascinato, immobilizzato e torturato, finché non mi hanno costretto a scagliare quell'unica freccia, quello strale di comprensione che per potenza e deflagrazione sembrava essere stato rubato all'Arciere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi hanno costretto a tirarlo in una verticale perfetta e in totale assenza di vento, uno zenit di morte che non ha potuto non inchiodarmi al suolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Amore" è la parola che cercavo e non ho avuto il coraggio di usare per tanto tempo. Ma nel momento in cui ho temuto di poter avere amato una persona diversa dalla mia splendida fidanzata, ho altresì capito che non era vero e che non era neanche possibile. "Amore" è una parola senza senso perché ha troppi significati, troppe sfumature: si può applicare a troppi casi. Ma nel contempo, se anche ho provato un sentimento sbagliato, inopportuno, improprio, non riesco a vergognarmene FINO IN FONDO. Mi vergogno, quello sì,  del modo morboso, ossessivo, oppressivo in cui si è manifestato, mi vergogno di non aver nuociuto alla persona che ne era oggetto. Ma non provo rimorso nell'aver provato un'emozione di fondo così bella, positiva, calorosa, un dono che per me è sempre prezioso in un mondo così brutto, pieno di odio e di egoismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sono colpevole di aver amato, in una qualunque accezione... sono fiero del mio reato e non temo il giudizio. E per le male azioni che ho compiuto, ho chiesto scusa più è più volte e sarei stato pronto a CERCARE di porvi rimedio. Per quanto sia ingegnere fino al midollo, so bene che non tutti i problemi fra due persone hanno una soluzione. Ma penso che due persone che si vogliono bene debbano AFFRONTARE un problema che li divide, se non altro perché un legame d'affetto è prezioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui sta l'orgine dell'ira funesta che ha devastato la sopra menzionata e turrita città. Chi l'ha distrutta? Colei che ha eretto l'opera muraria che è oggetto di questo post? No. Sono stato IO a distruggere la città. Avvolto in una fiamma piu' calda del sole, il Corridore si è aggirato per le vie, per le corti, per i quartieri incendiando tutto, tutto, tutto. Ho liquefatto statue, ho fatto esplodere edifici, ho annientato ciò che amavo in un vomito di odio e adrenalina che ha fatto fuggire inorridita Colei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quella sera di quasi 9 mesi fa, Colei aprì il Vaso di Pandora descritto nel secondo post di questo blog. Ricordo che mi chiese se fossi impazzito. Ricordo che mi disse che non si dovrebbero dire cose di cui ci si pente. Sbagliato. Non mi sono mai pentito di quello che lo ho detto e anzi, mi dispiace non avergliene dette di più.&lt;br /&gt;In quel momento d'ira assoluta non compresi la gravità di ciò che aveva fatto, una cosa tale da farmi reagire in modo davvero...inusuale per la mia persona. Mi ci volle molto per capire che in realta' mi aveva spezzato il cuore. E se molte volte, dopo quella sera, ho provato ostinatamente e dolorosamente a cercare di porre rimedio alla situazione, non ho mai ritrattato le mie parole originali. Semplicemente, l'ho imporata di convincermi di essermi sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo mi sono scontrato con l'unica difesa che lei potesse davvero oppormi. Conoscendo bene lei e le sue paure, nella furia avevo potuto i suoi punti deboli, lanciare i miei demoni nei punti sguarniti del suo Vallo. Se fossi riuscito ad avvicinarmi a lei, l'avrei fatta a pezzi, l'avrei spogliata della sua ridicola e fasulla armatura e l'avrei lasciata nuda nella cupa e gelida desolazione del suo cuore ghiacciato. Ma nel sezionarla, avrei sempre cercato la persona a cui avevo voluto così bene, perché scorprirla così vuota... mi infliggeva un dolore indicibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure ha trovato il modo di opporsi a me: semplicemente, come i bambini, mi ha negato un confronto, innalzando un muro di rifiuto così alto e solido che non sono mai riuscito ad abbatterlo. La massima semplicità di un interdetto totale ha annullato le mie sofisticare e acuminate argomentazioni. E nel momento in cui non sono piu' riuscito ad avanzare, i miei demoni mi hanno raggiunto per farmi pagare un po' di conti con me stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ho cominciato a soffrire. Tanto, tantissimo. Quasi come se lei mi avesse lasciato. E i miei demoni mi deridevano mentre mi incatenavano alla roccia, con frasi di scherno: "perché ti contorci dal dolore?", "in fondo era solo un'amica, no?", "non ti ha mai voluto bene!", "ti ha usato e poi ti ha buttato via!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un novello Prometeo, sono stato fatto a pezzi dalle fiere giorno dopo giorno, in un tormento infinito. Ma a differenza dell'eroe, io non avevo rubato il fuoco per donarlo agli uomini e alleviare le loro pene. Lo avevo usato per distruggere, per portare sofferenza e per sfogare il mio rancore e la mia delusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è iniziato il mio calvario, il mio penoso incedere con un pesante fardello non verso un Golgota, ma nell'imperituro e vano vagabondare, seguendo il tracciato del Muro Assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il Muro Assoluto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nel mio Tartaro sono io che do forma alle cose, l'ho gia' spiegato. Il confine fra il mio Tarataro e quello di Colei è segnato da una nera muraglia di ossidiana, da un'orizzonte all'altro di questa landa desolata puntellata di macerie e crateri. Il calore è abbacinante: la testa si piega sotto il sole spietato. Il sudore arriva a mala pena al suolo prima di evaporare. Io l'ho percorso in lungo e in largo, per cercare un varco, per ottenere risposte che mi aiutassero a capire, a combattere i miei demoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho gridato,  ho insultato, ho detto cose terribili, taglienti. Ho alzato muri di fuoco, ho evocato saette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho chiesto. Ho strisciato. Ho usato parole dolci, gentili. Ho aperto il mio cuore, mi sono esposto come non mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, qualche spiraglio si è aperto. Ma ciò che usciva aveva sempre un aspetto così minaccioso, così irritante e incomprensibile... che ogni volta  cercavo di sfuttare il piccolo varco per far passare l'odio e le armi. In quello ho sbagliato, alla fine ci ho solo rimesso allontanando la fine del mio tormento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho lottato. Ho combattuto con un'ostinazione che va bel oltre la speranza e che affonda piu' propriamente nella psicosi. In una sorta di ossessione tripolare ho alternato fasi tenere, tristi e irose. I miei occhi sono sempre rimasti asciutti nel mondo reale, ma nel Tartaro fiumi di lacrime hanno innondato il mio volto. Ho pianto col viso appoggiato al Muro. Mi sono lanciato di corsa contro il Muro stesso, sperando che l'essere pronto al sacrificio mi esentasse da esso, nell'ultimo glorioso momento. Mi sono rotto i denti, in questo modo. L'ossidiana è dura, senza ombra di dubbio. E nella nebbia rossa di sangue che seguiva questi miei stupidi tentativi, il fuoco della furia mi pervadeva, portandomi di nuovo alla fase violenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col tempo e con lo straziante "aiuto" dei miei demoni, sono riuscito a fare alcune importanti ammissioni, a porre alcune domande giuste a cui alla fine ho avuto risposta. Alla lunga, il sollievo si è fatto strada, grazie a piccole risposte e tanta tanta rassegnazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, ho deciso di credere alla verità che avevo dedotto, per quanto brutta e squallida sia. Per quanto io stesso non sappia quanto esserne convinto, ho deciso che sono stato preso in giro da una persona che non mi ha mai voluto bene davvero, che mi ha usato quando le ero utile, che non ha saputo perdonarmi un errore grave ma non mortale, che mi ha buttato via con disprezzo. E che non ha voluto dirmi certe cose guardandomi negli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bello è che non sono davvero SICURO che questo sia vero. Forse non voglio crederci fino in fondo, forse non voglio cullarmi in una versione dei fatti che mi vede troppo vittima e troppo poco colpevole. Però penso che se una persona viene accusata ingiustamente di qualcosa, non possa rimanere inerte...a meno di non curarsi mimimanente dell'opinione altrui. O di sapere di essere nel torto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il Frammento e i Moai Guardiani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Accettazione, rassegnazione, resa. Questo dipingono le mie parole. Eppure. Eppure non riesco a mettere la parola FINE a questo tormento. Ormai non è neanche piu' tale, è solo una piccola ossessione, una cosa non strana nè infrequente nella mia vita. Ma cosa mi spinge a non voltarmi indietro e non abbandonare per sempre questa regione del mio Tartaro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è semplice e nel contempo incredibile: dall'altra parte del Muro c'e' una parte di me, un Frammento del mio cuore che Colei aveva in pegno e che è rimasto dall'altra parte quando il Muro è stato eretto. Il fatto che questo Frammento sia isolato da me forse non è un male: forse questa divisione mi impedirà di commettere di nuovo certi errori. Ne dubito...ma vado avanti ugualmente. Il punto è che in realtà io rivoglio quella parte di me, e l'unica persona che possa restituirmela è nel contempo l'unica che potrebbe abbattere il Muro. E non lo farà, non tanto presto almeno, perché sa che io la aspetto con uncini infuocati, con un odio che ormai si nutre piu' di se stesso che dell'offesa o persino del ricordo di essa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fare dunque? Niente. Il bello di averle provate tutte è che alla fine non sai più cosa fare. L'iniziativa non spetta piu' a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungo il Muro sto costruendo un nuovo esercito, meno minaccioso e violento: una schiera di Moai Guardiani, coi loro volti di pietra rivolti verso il Muro in attesa di un minimo cambiamento.&lt;br /&gt;E aspetterò. Quello posso farlo, in fondo non ho scelta. Aspetterò un segno o semplicemente il gelo dell'oblio, quando tutto questo non avrà piu' importanza. Quando cioè il sole tramonterà su questo angolo di Tartaro, il freddo del cuore di Colei che ha eretto il Muro Assoluto oltrepasserà l'ossidiana: quel giorno si congeleranno le lacrime (le mie lacrime!) sui visi dei Moai, spaccando i volti di pietra e ponendo un termine alla loro Guardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L'impagabile sensazione di non essere solo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Penso che quel giorno sia ancora abbastanza lontano. Per ora mi trascino a sedere su un masso frantumato, contemplando il Muro Assoluto. Ho smesso di assillare Colei, ormai la mia bramosia di risposte è placata. Sento ancora i morsi dei ferri di tortura che i miei demoni hanno premurosamente usato sulle mie carni, ma ormai sono convalescente. Non posso dirmi coraggioso, non ho avuto scelta. Però penso di uscire da questa esperienza decisamente arricchito: ho guardato dentro di me più a fondo di quanto non facessi da anni, ho capito molte cose e ho visto molti aspetti deteriori del mio essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di concludere questo sfilacciato e tormentato post, devo assolutamente ringraziare le persone che piu' mi hanno aiutato in questo difficile periodo, che hanno acceso i falò di segnalazione che mi hanno permesso di non pedermi nel Tartaro, che mi hanno portato acqua, conforto, affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti mi hanno aiutato, in diverse misure. L'Arciere è sempre stato al mio fianco, se non con  tante parole con la sua saggezza, per fortuna non trasmessa sulla punta dei suoi strali. La Dama del Vallo Infranto, con il suo buon senso, la sua esperienza e le sue domande dirette al punto giusto: mai con cattiveria ma sempre con precisione. Una mia amica carissima, che non ha un'immagine nel Tartaro ma che mi ha sempre ascoltato con infinita pazienza e non mi ha mai lasciato solo. E infine alla mia splendida e amatissima fidanzata, che inspiegabilmente non mi ha cacciato dalla sua vita a pedate ma anzi ha saputo guardare oltre l'apparenza e mi ha confortato tantissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono circondato di persone meravigliose e di questo sono grato alla sorte come solo un povero mortale può essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, personificando una cosa inanimata e immateriale che non è altro che una prioezione di me stesso, rivolgo un piccolo ringraziamento al mio blog. Devo ammettere piano piano sta diventando una cosa davvero...importante. Almeno per me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-4419206822978346837?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/4419206822978346837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=4419206822978346837' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/4419206822978346837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/4419206822978346837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/11/10-il-muro-assoluto_30.html' title='10. Il Muro Assoluto'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-7491113495169714776</id><published>2008-11-10T09:37:00.001-08:00</published><updated>2008-11-12T00:21:57.188-08:00</updated><title type='text'>9. La Dama del Vallo Infranto</title><content type='html'>Soffia un vento teso nel Tartaro. Sento i demoni agitarsi, l'ansia pervade il mio cuore, riflettendosi nel cielo del mio mondo interiore. Vedo nubi oscure all'orizzonte: non tempestose ma comunque gravide di pioggia. Sotto le nubi marciano demoni, ma senza intenti malvagi: vengono a chiedermi di pagare il fio a me stesso e ai miei cari, un pegno dovuto e troppo a lungo trascurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la lunga ombra che si approssima, tuttavia, resisterò e rimanderò ancora un po'. Non farò adirare i demoni, loro sanno che aspetto solo il momento opportuno in cui potrò scrivere liberamente. E anche se farà male e sarà doloroso, lo farò perché è giusto e, al di là di ciò che posso dire per sentirmi più nobile, perché ne ho bisogno. Per mia fortuna, posso aspettare il momento in cui sarò pronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'attesa che il Corridore sia pronto ancora una volta a voltarsi e inseguire i demoni che lo braccano, traccerò sul suolo del Tartaro l'immagine di un'altra persona del mondo reale: una donna di valore, che conosco poco ma che che sto imparando a stimare. Una donna di potere nel Tartaro, secondo me assai più forte del Corridore, ma in qualche modo ferita e soggiogata, talvolta persa nella landa desolata che può essere anche un'esistenza abbastanza tranquilla vissuta con un cuore sensibile. E poiché in questo mi sento affine a lei, in questo post accenderò uno di quei fuochi di segnalazione di cui ho parlato nelle mie prime escursioni in questo blog. E la scelta di intervenire è un piccolo, forse insignificante dono, ma è un'azione dettata dall'affetto, dalla volontà di esprimere una forma di partecipazione con la speranza di non essere oppressivo, saccente, didascalico, importuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparati dunque, o mio diorama, ad accogliere fra le tue cupe braccia un nuovo personaggio di cui conservare l'immagine e la memoria: la Dama del Vallo Infranto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pegno e Riscatto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Penso che assai raramente mi sia capitato di essere veramente obiettivo, soprattutto su cose che mi hanno toccato con mano pesante. Però una mia (patetica?) regola morale è quella di cercare di conservare i ricordi positivi anche delle persone che mi hanno ferito e deluso. In questo senso non deve stupire se, contrariamente a quella che sembrava la prassi affermata, accendo una fiaccola di ringraziamento alla memoria dell'&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ingannatrice Errante&lt;/span&gt;. Poiché è grazie alla sua intercessione che il Corridore e la Dama hanno superato un reciproco giudizio erraro, riuscendo così a conoscersi meglio. Non mi faccio particolari illusioni sulle pulsioni che hanno spinto l'Ingannatrice ad intessere le lodi del Corridore: se la situazione si fosse ripetuta a mesi di distanza, anziché il ritratto eroico di un Paladino la Dama avrebbe visto un orribile feticcio vudù. Come ho ampiamente raccontato in precendenza, la capacità dell'Ingannatrice di intessere la realtà come più la aggrada ha raggiunto livelli di maestria davvero eccelsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prescindere da come o perché si sia verificata questa inversione di polarità, per un curioso caso del destino o forse per una forma di risonanza fra spiriti opposti ed affini, il Tradimento dell'Ingannatrice ha posto le basi perché il Corridore potesse avvicinarsi di più quella regione del Tartaro dove la Dama ha la sua dimora. In un certo senso assai irrazionale, privo della solita precisa meccanicità del mio ragionamento causale, posso dire che per quanto doloroso sia stato la perdita dell'Ingannatrice è stato un separarsi da una persona mediocre per avvicinarsi a una...di ben altra pasta. Dubito che sia successo per una qualche ragione, però posso ritenermi soddisfatto: la mia solita immeritata fortuna ha smorzato l'effetto di una facciata colossale, meritata in ogni suo Joule di energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Demoni e Orchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Finita la parentesi di buonistica e insipida dietrologia consolatoria, devo introdurre un'altra categoria di personaggi: scevro come sono sempre da ogni malthusiana tendenza, non mi curo di eventuali sovraffollamenti del mio diorama o di qualsiasi post.&lt;br /&gt;Come mio solito, introduco gli orchi come un nuovo simbolo in contrapposizione logica con un altro, in questo caso ben noto: i demoni. Ebbene, nel mondo del Tartaro gli orchi sono tutte quelle cause esterne e distinte da noi che hanno però un effetto sulla nostra vita e sul nostro equilibrio interiore. Gli orchi sono la proiezione di eventi o persone che partecipano alla nostra vita reale con effetti negativi sulla nostra anima. Non mi dilungherò nel descriverli, sia sufficiente pensare a tutta quella gamma di cose spiacevoli che possono andarre dai riproveri materni alle delusioni lavorative, dai lutti alla violenza, dalla malattia alla crudeltà altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene in precendeza non vi fosse forse un'esplicita distinzione, la differenza fra la natura dei demoni e quella degli orchi non può che essere abissale, ed è il caso di rimarcarla. Sebbene in alcuni casi il confine possa sfumare, gli orchi sono sostanzialmente stimoli esogeni, mentre i demoni sono parte di noi e della nostra psiche, creature indigene del Tartaro. Spesso le bande di orchi in razzia nel Tartaro possono portare alla nascita di demoni, ma non si possono considerare un'autentica progenie: i demoni scaturiscono dal Tartaro stesso nel momento in cui gli orchi si scontrano con limiti nascosti, menzogne e barriere mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso orchi e demoni assaltano il Vallo insieme e in quest'ordine: i primi spezzano le difese, i secondi impegnano i difensori della fortezza, finché qualcuno non penetra, seminando distruzione e fiamme. Gli scopi e i modi delle due schiere sono tuttavia opposti: se i demoni sono spesso benefici, gli orchi sono una forza della natura e del caos, non si curano di cosa o perché si nasconda dietro al Vallo. Si limitano a martellare i muri e le porte con il ferro, il fuoco, le catapulte, i cannoni, le bombe, i missili o le testate nucleari, a seconda della potenza e della natura degli eventi nella vita reale. Sono quasi più un'inondazione, solo che l'acqua non ha la connotazione maligna e crudele che il termine "orco" può evocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non così i demoni: essi combattono con le stesse armi dei difensori, li affrontano in duelli all'ultimo sangue, per motivi seri o per seghe mentali, ma sempre, SEMPRE con una ragione. E quando penetrano nel Vallo, i demoni non bruciano e non distruggono incondizionatamente: ci aiutano a vedere, a capire e (per coloro che sono saggi) a migliorare, mostrandoci fra l'altro i punti deboli delle nostre difese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che il motto del Corridore sia poco eroicamente: "Insegui i demoni, ma stai bene attento che gli orchi non ti prendano... e spera che non arrivino in massa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;La semplice importanza del Vallo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della scrittura di questo blog mi sono spesso scoperto a parteggiare per i demoni, mai per i difensori del Vallo. Ebbene, questa è vera e propria ingratitudine: urge la necessità di rimediare. Perché quando la vita (l'orda degli orchi) attacca e colpisce a fondo, la partita si gioca proprio sulla solidità dei contrafforti del muro e sulle capacità dei difensori. E se anche accorreranno amici e parenti, persone care e importanti ad aiutarti a spezzare l'assedio, chi deve resistere sei TU e se le tue difese sono inadeguate sei FOTTUTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le persone, sebbene in maniera diversa, sono in grado di incassare i colpi: la penetrazione di demoni e orchi nella fortezza spesso non è un evento così drammatico, almeno in prospettiva. Tuttavia, assalti troppo potenti e troppo ravvicinati possono portare a un tipo di evento assai più traumatico: il Crollo del Vallo. Come in tutti gli assedi, solitamente sono le porte, i varchi di accesso i primi a crollare, permettendo l'invasione. Al di là dei danni interni, riparare una porta non è poi cosa difficile, per quanto doloroso o amaro possa essere. Se invece a crollare sono i muri...beh, riprendersi diventa un percorso ben più faticoso. Per me è stato così quando ho perso due amiche molto importanti a distanza molto ravvicinata: non a caso sono stati scritti &lt;span style="color: rgb(0, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Il Vaso di Pandora&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 0);"&gt;L'Ingannatrice Errante&lt;/span&gt;. Ma a ben vedere è stato proprio questo Crollo, di cui il mio cuore porta ancora le ferite, a spingermi ad aprire questo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Crollo è un evento traumatico, che spinge le persone a cambiare, purtoppo non sempre in meglio. Ma che succede alla persona quando si verifica una SERIE di Crolli? Magari a distanza così ravvicinata che la ricostruzione della breccia precedente non è ancora completata? Beh, a lungo andare il Vallo perde un po' della sua capacità di ricostuirsi, smettendo di svolgere la sua funzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;La Dama del Vallo Infranto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' davvero curiosa la geometria con cui arrivo all'argomento del post solo alla fine, cercando quindi di disimpegnarmi velocemente quasi a voler esorcizzare il tedio di una lettura e scrittura troppo prolungata. Perché tutto questo sproloquio peliminare? La risposta è banale quanto la domanda: perché altrimenti comprendere la desolazione vista dal Corridore e nel contempo afferrare il senso della sua speranza diventa impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corridore attraversa spesso il proprio Tartaro e quelli altrui, assencondando la sua natura di cervellotico esploratore della psiche. Ebbene, addentrandosi su quella pista di terra battuta apertagli dall'Ingannatrice Errante, il Corridore ha scoperto un'oasi circondata da una piana di detriti e polvere, cosparsa delle macerie di un Vallo molte volte crollato e infine infrantosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle sue brevi visite all'oasi il Corridore ha conosciuto un po' meglio la Dama, arrivando a forse ad intuire in minima parte alcune componenti del suo carattere. Nonostante le apparenze, la Dama ha una forza straordinaria nel Tartaro: la sua intelligenza e la sua sensibilità proiettate sul piano mentale diventano un'acuminata e lunga lancia, con cui la Dama riesce a tenere a combattere demoni e persone. A differenza dell'Ingannatrice Errante, la Dama non ha alcun bisogno di un paladino, anzi: sarebbe capacissima di infilzare con la sua lancia le parti meno nobili di chiunque si proponesse per quel ruolo. Non è infatti la capacità di lottare che manca alla Dama, quanto la capacità di resistere alle bordate degli orchi: senza un Vallo adeguato, temo che sia impossibile. La Dama finisce quindi per diventare preda della furia di coloro che cercano di approfittarsi di lei, sfruttando le sue insicurezze per insinuare in lei il senso di colpa, in modo da compiere i loro esclusivi interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Alleggerire i fianchi, portare pietre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per l'esperienza del Corridore, nessun altro può davvero costruire un Vallo per te. Però in questo caso c'è una luce di speranza, e anche se piccola. Poiché il Corridore conosce la strada per l'oasi, la può percorrere portando alcuni piccoli doni che egli spera possano fare una qualche differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo aiuto è quello militare: sebbene non voglia più indossare i panni del Paladino sopra le mura del Vallo, il Corridore può capitanare una piccola compagnia di avventurieri per attaccare il fianco degli orchi. E poiché il Corridore è anche un cacciarore di demoni, sa come affrontarli e può indebolirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo aiuto è per il lungo periodo: ad ogni viaggio per l'oasi, il Corridore può portare una nuova pietra per la Ricostruzione del Vallo. Non macigni fondanti, non chiavi di volta, non pietre angolari, ma pur sempre buona, vecchia, solida roccia. E non sarà mai lui a metterli in posa, però spera davvedo che vengano usati e che prima o poi possano fare una qualche differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questo vuol dire far parte del mio diorama, Dama.&lt;br /&gt;Sii la benvenuta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-7491113495169714776?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/7491113495169714776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=7491113495169714776' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/7491113495169714776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/7491113495169714776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/11/9-la-dama-del-vallo-infranto.html' title='9. La Dama del Vallo Infranto'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-5651365735122950235</id><published>2008-11-06T14:34:00.000-08:00</published><updated>2008-11-07T00:08:53.077-08:00</updated><title type='text'>8. Sulla natura dei personaggi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; font-family: arial;"&gt;&lt;span&gt;Nei post precedenti ho paragonato il Tartaro a un diorama, utilizzando questa metafora per introdurre un nuovo personaggio del mio mondo interiore: l'Arciere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Una mia amica mi ha lasciato un succinto quanto stimolante commento, chiedendomi se ci saranno altri personaggi. Sulla base di un non celato autocompiaciento, faccio una breve digressione dai vagabondaggi del Corridore per parlare ancora una volta della natura delle metafore di questo blog.  Devo ammettere che la considero un po' negativamente una torsione cognitiva: quando uno strumento viene usato per descrivere se stesso, rischia di autoalimentarsi in modo vuoto e incontrollato, finendo per conservare una pura forma, senza sostanza alcuna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Tuttavia, poiché in piccole dosi puo' semplificare la comprensione altrui, spenderò qualche parola per approfondire il concetto di "Personaggio".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Questo blog non è altro che una parzialissima serializzazione (in senso informatico) di una scheggia della mia mente e del mio modo di pensare. E' come avere la descrizione di un panorama vivente, di quel piano mentale dove tutti gli stimoli esterni e le pulsioni interne confluiscono a creare il mio essere. Questo piano è teorico, è come la visualizzazione di un'immagine su una superficie assai irregolare: come nelle proiezioni ortogonali di adolescenziale memoria, ciò che esite nella "realtà" viene riportato in parti diverse su superfici astratte e separate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;E questa proiezione è uno strumento alquanto artificiale: viene condizionato, filtrato, distorto dalla mia stessa mente, sia dalla parte coscente sia da quella inconscia. In questo senso, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le forme o i nomi&lt;/span&gt;&lt;span&gt; dei personaggi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riflettono&lt;/span&gt;&lt;span&gt; il modo che ho di vederli: il che, se vogliamo, è un'inversione della causa e dell'effetto che condizionano il nostro "vedere" e "percepire" nel mondo reale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Nel trionfo della contorsione, concludo con l'argomento iniziale: cos'è un "Personaggio"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;La risposta è elementare:  questo stile sofisticato e involuto ha il solo scopo di creare suspance attorno a una banalità a tratti sconfortante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un "Personaggio" del diorama non è altro che la proiezione di una persona per me importante sul piano del Tartaro e del Vallo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Putroppo, mi sono reso conto che finora sono stato spinto a scrivere di una persona solo se soffre o mi ha fatto soffrire. Penso (spero) però che la cosa cambierà: ho aperto il blog in un brutto momento, ma mi auguro il cupo cielo del Tartaro conceda qualche bella schiarita. Già ora non è plumbeo come prima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Io sono un uomo molto fortunato, la mia vita è ricca di persone importanti a cui voglio bene, che non voglio vedere soffrire e che spero non mi tradiranno mai. Spero di riuscire a narrare l'amore che provo per loro attraverso le gesta del Corridore. Ma visto che a me e a altri sono successe cose impensabili, cerco di non ritenere nessuno davvero al sicuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Pertanto, se qualcuno mi chiede: "ci saranno altri personaggi?", io non posso che rispondere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"sì, certo"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-5651365735122950235?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/5651365735122950235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=5651365735122950235' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5651365735122950235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5651365735122950235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/11/sulla-natura-dei-personaggi.html' title='8. Sulla natura dei personaggi'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-5002336236216098176</id><published>2008-11-03T06:43:00.000-08:00</published><updated>2008-11-03T06:46:58.727-08:00</updated><title type='text'>7. Sul sentiero dell'Arciere</title><content type='html'>Penso che a molti sia capitato di giocare con le onde alla spiaggia, in quelle giornate di vento in cui il mare è appena un po' piu' agitato del solito. Onde piccole, ancora sicure, eppure assai più vivaci e stimolanti della solita e rassicurante calma del Mediterraneo d'estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, assaggiando questa piccolissima dimostrazione di forza della natura ho osservato come sia inutile e nocivo lottare con le onde...e come sia invece piu' facile cercare di assecondarle. Perché in quel caso sono loro a dettare le regole: con le loro oscillazioni sono in grado di piegare la nostra volontà e le nostre forze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere a che fare con l'Arciere è un po' come lottare col mare: per entrare è necessario aspettare la risacca, il ritorno dell'onda, o si corre il rischio di essere sbattuti indietro sulla battigia. Ansimanti e stanchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è meglio aspettare, seduti sui sassi ai margini delle onde, in attesa: ed ecco che si apre il varco, le onde si ritirano e nessuna si prepara. E allora si deve correre, correre, correre a perdifiato, fra spruzzi e schiuma, sollevando le gambe, evitando i ciottoli e superando la linea dei mulinelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lì ecco la calma, la riflessione, la saggezza dell'Arciere. Come il Corridore, egli apprezza la scrittura come sfogo, come ferro infuocato per marcare i propri pensieri su qualcosa di meno effimero di quel fluido, etereo ed evenescente supporto che è la parola umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spesso è accaduto in altri contesti, l'Arciere ha preceduto il Corridore anche nella scrittura pubblica, esplorando La Rete e lasciando una propria traccia in molteplici forum. Però, per una volta, l'Arciere ha deciso di seguire le orme del Corridore, applicando la propria vena creativa nel mondo dei Blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile e le tematiche dei due Blog sono estremamente diversi, ma, così come gli autori, sono le cose piu' nascoste ad accomunarli. E come le onde del mare, per quanto diversi sono destinati ad influenzarsi a vicenda, in un'oscillazione perpetua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi vuole percorre il sentiero dell'Arciere, deve imboccare &lt;a href="http://pellix.blogspot.com/"&gt;questo&lt;/a&gt; stretto viottolo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pellix.blogspot.com/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-5002336236216098176?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/5002336236216098176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=5002336236216098176' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5002336236216098176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/5002336236216098176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/11/7-sul-sentiero-dellarciere.html' title='7. Sul sentiero dell&apos;Arciere'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-972762580206477455</id><published>2008-10-27T10:39:00.001-07:00</published><updated>2008-10-30T01:45:55.563-07:00</updated><title type='text'>6. L'Arciere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Diorama&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per quanto la quotidianità della vita imponga ai più una monotona routine, l'analisi del breve periodo spesso rivela un andamento ben diverso da quello generale.&lt;br /&gt;Grazie a questo empirico principio diventa semplice spiegare la mia prolungata assenza dal blog: l'ultimo periodo lavorativo ha assorbito la maggior parte della mia vena creativa, mentre la mia vita emotiva ha attraversato una fase di agognata e fragile tranquillità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti ho ricavato spunti di riflessione interessanti, ma non sono riuscito a trovare l'ispirazione, a superare quell'attrito di primo distacco che sempre si pone a chiunque decida di scrivere qualcosa. Trascurare il mio blog mi dispiace...pero' a ben vedere, se mi aggiro poco nel Tartato vuol dire che tanto male non sto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene io possa autoironicamente considerare questo mio stato come eccezionale (e quindi per definizione degno di nota), il senso di questo post non è descrivere il mio benessere, quanto piuttosto di aggiundere un importante tassello al mondo del Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, comincio un po' a vedere il Tartaro anche come una sorta di diorama: uno scenario, una rappresentazione della realtà, con tanto di modellini di costruzioni e elementi naturali. Un giocattolo dinamico, sempre in movimento e in costruzione, continuamente modificato ed esteso in sintonia con le mie riflessioni e le mie scoperte. In un certo senso è come esternalizzare il mio punto di vista rispetto a me stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto in precedenza, oltre a elementi inanimati il Tartaro contiene personaggi. Ecco quindi comparire sul modellino alcune miniature: in primo piano c'e' il Corridore, in posizione sempre diversa a seconda delle sue peregrinazioni. In lontananza c'e' l'Ingannatrice Errante, chiusa nel suo castello in attesa dei demoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche sera fa, davanti a una birra, ho trovato l'ispirazione per una nuova miniatura, un nuovo personaggio da aggiungere al mio diorama. Nel mondo reale è uno dei miei piu' cari e vecchi amici, una delle due persone che considero davvero come fratelli; nel mondo del Tartaro, lo vedo come l'Arciere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre il nome non è un pretesto o un capriccio, anche se i risvolti spesso li scopro dopo. L'Arciere non lancia tanto frecce quanto piuttosto "strali": ho scelto questo termine insolito sulla base di un istinto, forse sulla spinta della ricercatezza linguistica. Sono partito dal significato letterale di proiettile, verificando però il significato su un vocabolario. Lì mi si è palesata la molteplicità delle interpretazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 freccia, saetta&lt;br /&gt;fig., critica pungente, attacco polemico e sim.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 estens., dolore, pena spirituale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 mar., imbarcazione a vela da diporto con equipaggio da regata composto da due persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(http://www.demauroparavia.it/115546)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accantonando la surreale (e suggestivamente allucinante) idea di una faretra piena di natanti, i termini "critica pungente", "attacco polemico" e "pena spirituale" sono particolarmente adatti alla figura dell'Arciere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli è infatti un cacciatore nel Tartaro: insegue tanto i demoni quanto i loro creatori, scagliando i suoi strali infuocati contro le illusioni e le seghe mentali di coloro che egli considera meritevoli di attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Arciere non è malvagio, tutt'altro: se ti bersaglia con durezza, se ti ferisce, se bracca le tue paure e le tue debolezze, vuol dire che gli stai a cuore e che ha stima di te. Egli ha un grande potere: la Vista. E' in grado di dissolvere qualunque Vallo, sa guardare veramente nel profondo delle persone, soprattutto negli angoli più bui. Trancia le seghe mentali con disprezzo e indifferenza: non le capisce e non gli interessano. La Vista guida i suoi Strali dove fa più male per farti migliorare, per tenere alta la tua guardia, per non permetterti di cullarti nel tiepido autocompiacimento di un periodo fortunato o di una falsa e miope sicurezza. L'Arciere sa inchiodarti ai tuoi demoni: con un unico Strale può trafiggere loro e te insieme, congiungendo preda e predatore come Peter Pan e la sua ombra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché l'Arciere è così? Perché questi sono gli usi della sua tribù: così è stato educato e plasmato, forgiato dal fuoco di Strali lanciati da membri del suo clan. A dispetto della durata della nostra amicizia, l'ho scoperto solo recentemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L'Arciere e il Corridore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Molte cose differenziano il Corridere e l'Arciere, non ultimo il loro rapporto con i problemi e le paturnie altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il Corridere entra in un labirinto di specchi, cerca di scrutare le immagini per non urtare alcun vetro, spesso rimanendo intrappolato dal fascino che esercita su di lui la complessità delle figure che lo circondano. L'Arciere frantuma gli specchi per trovare l'uscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi 10 anni ho sperimentato sulla mia pelle tantissimi dei suoi Strali, con infinite discussioni e periodi veramente...pesanti. Dovessi dire di aver cercato io la rissa dovrei certamente sforzarmi, ma so benissimo che non è vero: ci ho messo del mio. Per superficialità e incuria più che per intenzione, però l'ho fatto arrabbiare molte volte. E visto che lui mi provocava per il mio bene (almeno nelle intenzioni), temo di essere io ad aver tenuto il comportamento peggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la lotta, gli inseguimenti e gli agguati, Arciere e Corridore sono grandi amici. A volte scomodi come un gatto in grembo che ti artiglia per non essere spostato, ma pur sempre grandi amici, come un gatto che ti salta in grembo quando sei solo e fa freddo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come figura, l'Arciere è più grande del Corridore: più veloce, più forte, più esperto. E' sempre all'avanguardia in nuovi territori, regioni della vita che lui esplora e che  il Corridore studia ancora solo sulle carte o non immagina neppure. Mentre il Corridore si perde nelle nebbie delle sue ossessioni, l'Arciere lancia Strali di luce per illuminarsi il cammino. Spesso egli è affamato di esperienza: cerca di mordere la vita con canini appuntiti e di strapparne succulenti bocconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L'oscillazione dello slancio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come descritto finora, l'Arciere è un personaggio formidabile e spietato, diretto fino allo spasimo al cuore della vita.&lt;br /&gt;Tuttavia, come ogni figura del Tartaro, ha complesse debolezze che lo rendono umano e salde virtù che lo rendono ...una persona di valore, che vale davvero la pena conoscere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parlerò delle virtù, non mi sono ispirato: basti però sapere che sarei pronto a mettere la mia vita nelle sue mani e per cui andrei in capo al mondo. Al diavolo gli Strali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben più complessi sono i sui demoni. Perché, ovviamente, anche se è così bravo a dare la caccia a quelli degli altri, non è molto bravo a combattere e riconoscere i propri. Non a caso, l'arco si usa bene attraverso ampi spazi, non a distanza ravvicinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene sappia essere intrepido, la sua natura di pigro pantofolaio emerge ciclicamente: in quei periodi, spesso impregnati di cupa insoddisfazione e frustrazione, appende l'arco al chido della sua capanna e sprofonda nel suo comodo pagliericcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciclicamente si trova a fare bilanci con se stesso, scoprendo che le strade battute con entusiasmo non lo hanno portato dove voleva. Altrettanto spesso, il Corridore lo raggiunge allo stesso traguardo: in ritardo, ammaccato e trafelato ma di solito più sereno. I diversi percorsi hanno insegnato ai due cose diverse, ma alla fine le conclusioni convergono in buona misura. Si vive quindi il rito del "te l'avevo detto" dell'Arciere e del "in effetti, avevi ragione, pero'..." del Corridore. Davanti a una birra, tutto questo è...confortante e bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa però pesa moltissimo sul cuore dell'Arciere: la mancanza di una compagna. Sebbene sia assai più capace con le donne di quanto non sia il Corridore (che a ben vedere è solo stato molto fortunato), l'Arciere sconta la sua stessa natura: non può esimersi dal lanciare Strali. E, sebbene eliminino tutto uno strato di persone di scarso valore, le "critiche pungenti" e gli "attacchi polemici" di solito non dispongono molto bene coloro che vivono accanto a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, nonostante le difficoltà, sono sicuro che un giorno troverà una donna di grande valore, che saprà anche lei dargli delle belle mazzate e che saprà amare un avventuroso pantofolaio armato di arco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, ho concluso. Poso la minatura dell'Arcere sul diorama vicino al Corridore, con un bel fuoco da campo e un barile di birra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un cielo stellato, cosa si potrebbe chiedere di più?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-972762580206477455?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/972762580206477455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=972762580206477455' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/972762580206477455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/972762580206477455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/10/larciere.html' title='6. L&apos;Arciere'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-7692895875956664057</id><published>2008-09-22T11:15:00.000-07:00</published><updated>2008-09-23T05:44:47.329-07:00</updated><title type='text'>5. L'Ingannatrice Errante</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Compagnia nel Tartaro&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il Tartaro è una  metafora geografica: è un luogo, una terra, un regno. E poiché è un luogo, e i luoghi vuoti non hanno senso, il simbolismo che ho creato mi forza a metterci dentro dei personaggi, degli individui in movento con relazioni fra gli uni e gli altri e con il territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi principali del mio blog sono i demoni, che inseguono i loro creatori nel Tartaro e talvolta (spesso?) assaltano il Vallo. Ma i demoni sono creature di ombra e paura, non hanno un volto e riuscire a descriverli di solito è la parte più difficile della lotta contro di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel post precendente invece ho introdotto un essere diverso, il primo abitante del Tartaro a non essere un demone: il Corridore. Ovviamente si tratta del mio alter ego, del mio modo di vedere me stesso, impegnato in una lotta estenuante e mio malgrado incessante. Lotta spesso fine a se stessa ma mai (spero!) vana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, nei miei vagabondaggi nel Tartaro mio e altrui mi sono imbattuto in strani personaggi del mondo reale, che ho spesso e incautamente definito "amici". Quella di cui parlerò in questo post era una dolce donzella indifesa, che ha toccato il mio cuore col suo candore e con la sua tenerazza. Non si trattava di amore, ma di una profonda vicinanza di spiriti, in un reciproco e benefico scambio di empatia e attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia e il cuore della giovane erano tormentati ed oscuri, ma non così la sua anima: lei, pura e incompresa, non sempre innocente ma in fondo inerme contro le brutture del mondo. Io stavo per ore ad ascoltarla, usando la mia empatia e la mia sensibilità per cercare di aiutarla, sfruttando la mia conoscenza del Tartaro per combattere i suoi demoni. Io ero il suo Paladino: ai suoi occhi mi stagliavo eroico sulla mura sbrecciate del suo Vallo, guardando impavido le schiere demoniache al di fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Essenza e apparenza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Quanto hai solleticato il mio ego, donna? E quanto sono stato in grado di chiudere gli occhi al dolce suono delle tue adulazioni? Cullato nel mio senso di adorazione e di importanza, quante volte ho mi sono rifiutato di vederti per ciò che eri?&lt;br /&gt;- Eppure la tua inettitudine, la tua pochezza, la tua frivolezza erano sotto i miei occhi! E io li vedevo, perché ci riflettevo già allora. Quindi come ho potuto sorprendermi della tua caduta?  - Sono proprio uno stolto: sprofondato nella corazza di Paladino che TU mi avevi dato ho creduto veramente di poter fare la differenza, e il mio orgoglio ha tenuto la mia testa alta...nascondendomi il fango che saliva all'interno del tuo Vallo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante lo sfogo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non voglio dare giudizi morali o di altro genere.&lt;/span&gt; Ciò che scrivo qui NON deve essere considerato uno sfogo. No, se ho deciso di scrivere questo post il motivo è per una mia pulsione didascalica, per aprire la mia mente su alcune riflessioni che riguardano potenzialmente chiunque. Per me lei è un caso emblematico: nel portare all'eccesso alcuni pessimi comportamenti, lei costituisce un monito per tutti. Nel descrivere lei, scrivo di cose che temo di incontrare un giorno nel MIO Tartaro, nei MIEI atteggiamenti e nei MIEI errori. Quindi non voglio essere giudicato come un patetico e rancoroso omucolo che si sfoga con la rassicurante e asettica interfaccia di un blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando all'archetipo che è l'oggetto della trattazione, non descriverò la caduta della giovane: le vicende sono note ai più e comunque sono condizionate dal mio stesso coinvolgimento. Non sono privo di un mio (seppur personale) codice morale e non  ho paura di dire quello che penso ma non credo di essere in grado di giudicare una persona con così gravi problemi, ben peggiori di quelli che ha provocato a me o anche a persone ben più coinvolte. Sotto al disprezzo profondo che provo, non posso che provare compassione per una creatura così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, poiché l'aspetto della "dolce pulzella" era solo un guscio, una maschera ad uso e consumo degli sciocchi (me compreso), non posso certo chiamarla così. E siccome le regole del mondo del Vallo e del Tartaro (oltre che una cerca comodità espositiva) mi impongono di darle un nome, posso ora spiegare il curioso titolo di questo post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione del termine "Ingannatrice" è piuttosto semplice da spiegare: la mia ex cara amica era molto brava a manipolare le persone, in modo da mettersi sempre nella luce migliore con il suo interlocutore, con lusinghe e soprattutto con omissioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo era un meccanismo incoscio che un po' è comune a tutti: davanti alla propria inadeguatezza si cerca di giustificarsi, meglio se sulla base di circostanze imprescindibili e immutabili. Sono dinamiche di per sé normali, poco nobili forse, ma decisamente umane. E visto che spesso io stesso vi indulgo non posso certo condannarle a priori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però. Qui un però è d'obbligo: se questo meccanismo diventa un sistematico rimedio e una aprioristica consolazione per qualunque proprio fallimento, la cosa diventa la disgustosa elezione dell'inettitudie a stile di vita. [NOTA: se poi la cosa diventa cronica, secondo me si tratta di un diturbo patologico, ma visto che sono un totale ignorante in questo ambito, forse il mio è solo uno sfogo da bar].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L'essenza della fuga&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché continui a fuggire, donna? E lo sai almeno da cosa, poi? Da te stessa! E dalla realtà. Quindi dove credi di poter andare? Credi davvero che esista un posto dove TU possa essere felice? Ma la felicità è in primo luogo una condizione interiore: se dentro di te c'è solo miseria, capriccio, egoismo, DOVE pensi di cercare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fuga è un'altra caratteristica dell'Ingannatrice; ma da sola la fuga non basta a giustificare il termine "Errante". Un po' di pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fuga in primo luogo è quella dalle proprie responsabilità&lt;/span&gt;: basta trovare sempre una causa traumatica tale da giustificare qualunque debolezza. Se poi la giustificazione è collocata in un periodo passato, che l'interlocutore non conosce, è difficile che venga confutato. E se poi l'evento scatenante è incide su un aspetto molto delicato e raro, l'interlocutore si impietosirà e non si sentirà, per rispetto, di mettersi nei suoi panni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui io non giudico: la vita è crudele e tira brutti scherzi ad alcuni mentre culla dolcemente altri. Però anche io ho avuto periodini poco felici, cose che mi hanno segnato, ma non li tiro continuamente fuori per giustificari i miei errori e le mie mancanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fuga dalla realtà.&lt;/span&gt; Quante volte durante la ripetitiva e piatta esistenza che i più di noi conducono si indulge in qualche fantasia? A volte per lo spazio di un momento, altre per mesi e mesi, in modo innociente o morboso, leggero o ossessivo, dolce o spasmodico. Però se la vita è piatta e ci porta insoddisfazione, non possiamo perderci a sognare amori titanici, inventando prospettive entusiasmanti ed eroiche come in un romanzo rosa da due soldi. La gioia del vivere deve anche essere godere delle cose che si hanno, perché l'eroismo è per gli eroi, e ben pochi hanno la caratura morale e la forza interiore per vivere avventure epiche. E chi ha tale statura non si perde nel sognare castelli in aria per supplire al grigiore della propria vita: prende invece una latta di pittura e la colora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fuga dal confronto&lt;/span&gt;. Illudersi e convincersi di una realtà fittizia non ha nulla a che vedere con l'intelligenza. Può capitare a chiunque e l'intelligenza non aiuta. E chiunque può sentire i demoni della comprensione che premono contro le porte del Vallo che ci siamo costruiti per tenere la realtà all'esterno. Spesso, se l'illusione è abbastanza forte, non si riesce a uscirne da soli: serve l'aiuto di qualcuno che possa affrontare i demoni dall'esterno, dando loro un nome senza essere colpito dai loro artigli.&lt;br /&gt;Non c'è che dire, svegliarsi è doloroso: ti pone davanti a te stesso, alle tue paure, ai tuoi fallimenti, alle tue responsabilità...insomma, davanti ai tuoi demoni. Chi è abbastanza forte, accetta di buon grado questa doccia fredda e si rialza, magari con lentezza, in modo doloroso, ma comunque &lt;span style="font-style: italic;"&gt;affronta&lt;/span&gt; la realtà. Altri no. Altri si rifiutano di svegliarsi e aggrediscono chiunque ci provi, troncando ogni rapporto con scuse più o meno concrete: qualunque cosa pur di mantenere lo status quo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;La Dannazione di Zion&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E qui si conclude la parabola. Ho descritto l'Inganno. Ho descritto la Fuga. Ma perché "Errante"?&lt;br /&gt;Forse è solo un mio sofismo, una mia invenzione pseudo-poetica, ma penso in questo contesto di poter individuare una differenza fra "fuggire" e "errare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso dell'Ingannatrice (e mi limiterò solo a quello) la differenza è sia nella scala temporale sia in quella geografica. La fuga avviene ogni giorno, costruendo un Vallo sempre più altro, sempre più spesso e sempre più impenetrabile: un disperato e sistamatico rifiuto della realtà che circonda l'Ingannatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, poiché nessun sistema di difesa è impenetrabile indefinitamente, ciclicamente la nostra anti-eroina si trova ad affrontare un dilemma: affrontare i demoni o abbandonare la città? La soluzione è ovvia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui si arriva al concetto di "Errare": disseminare la propria vita di rovine, Valli infranti e mai riscattati, in cui ogni volta si è morti un po' di più e da cui ogni volta ci si è allontanati prima della fine, prima della resa dei conti. E siccome il ricordo della sconfitta può bruciare, bisogna seppellirlo sotto a un rancore e a uno sdegno appositamente costruiti, in modo da poter ricorrere ancora una volta al vittimismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la "Dannazione di Zion": nel film Matrix la fortezza degli umani viene distrutta e ricostruita dalle macchine con ciclica precisione, ma la città successiva non serba nessun ricordo di quella precedente. Solo che a un certo punto Zion viene salvata da un vero eroe, l'Eletto, che cambia le regole del gioco e spezza la ruota karmica creata dalle macchine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui però non ci sono eroi, ma solo persone. Perché questa è la vita... non la fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno del Corridore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un Corridore non deve cercare di fare il Paladino, non ne ha la stoffa. Lo puoi lusingare, lo puoi ingannare, ma lui è abituato a inseguire i demoni e a volte li sa riconoscere. Io ho rinnegato la mia lucente corazza prima che il Vallo crollasse del tutto. Ma visto che non amo essere preso per il deretano (culo è un po' volgare e lontano dallo stile del blog) sono passato con spirito vendicativo dalla parte dei demoni, cercando di dare la caccia all'Ingannatrice. Sfortunatamente sono stato beffato, quale stolto che sono: lei si era già costruita un'altra Zion, con altri abitanti e con un "Cavaliere senza macchia e senza paura" a tenermi lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io rido. E non per una sorta di vendetta dei poveri, di chi non ha la forza di ammettere la propria sconfitta. Quella è piena e assoluta, mi sono fatto prendere per il naso. No, rido perché non c'è bisogno di nessuna vendetta: chi cercherà di costruire qualcosa con l'Ingannatrice, scoprirà un bel giorno che non si doveva fidare. Provo pena per loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto a lei... beh, mi dispiace. Io le ho voluto bene davvero, e penso che anche lei me ne abbia voluto. E ci siamo stati di conforto a vicenda, e quando ho avuto bisogno di lei c'è stata. Ma questo non cambia nulla di quel che penso di lei. La misura di una persona si ha nei momenti difficili, e lei è davvero una persona da poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, idealmente, depongo un fiore sulle macerie di un Vallo devastato che a lungo e tenacemente ho difeso, senza un reale motivo se non... l'affetto. I demoni ormai sono lontani, ci metteranno parecchio a raggiungere la loro creatrice, ma prima o poi la troveranno. Sono parte di lei, quindi come può scappare? Io non parteciperò alla caccia: fare il Vendicatore non mi piace come fare il Paladino (all'idea mi si torce lo stomaco, ma provo anche un oscuro desiderio), però è ugualmente sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornerò a fare il Corridore, a inseguire i miei demoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-7692895875956664057?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/7692895875956664057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=7692895875956664057' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/7692895875956664057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/7692895875956664057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/09/lingannatrice-errante.html' title='5. L&apos;Ingannatrice Errante'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-8654513380694336734</id><published>2008-09-08T08:44:00.001-07:00</published><updated>2008-09-09T08:05:57.515-07:00</updated><title type='text'>4. Il Corridore del Tartaro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corre veloce, coperto di polvere, il corpo segnato dal Tartaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non è un eroe, i suoi demoni lo inseguono, lo braccano, come sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Però lui li insegue a sua volta. Li bracca. Come sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Può &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;sembrare strano, ma ci sono volte in cui mi siedo tranquillo ai margini del Tartaro: mi appoggio al muro esterno del Vallo, godendomi il sole, osservando il paesaggio che si stende davanti a me. Il Tartaro è nella migliore delle ipotesi un luogo poco piacevole, ma dopo averci vagato in lungo e in largo per anni devo ammettere di sentirmi...a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io &lt;/span&gt;sono una persona molto complessa e contorta, non ho alcun dubbio su questo. Chiunque mi abbia conosciuto un po' meglio può confermarlo. Sotto alla superficie di ragazzo ordinato e inquadrato, ci sono una mente tortuosa, una lingua affilata, un cinismo da competizione. La placida superficie visibile non è una posa, è semplicemente il mio stato di riposo, che ho coltivato in anni di lotte interiori e duri vagabondaggi nel Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutte &lt;/span&gt;le lotte assurde che ho fatto con me stesso mi hanno segnato: nell'anima ho un sacco di cicatrici, molte a causa di miei errori, altre semplicemente dovute alla mia natura. "Introspettivo" sono stato definito tante volte. E ho perso il conto delle volte in cui mi sono sentito squassato da passioni fortissime, contraddittorie e spesso prive di senso, ma non per questo meno reali o dolorose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Durante &lt;/span&gt;l'adolescenza e anche oltre ho visto questo aspetto della mia natura come una vera maledizione. Ho passato anni solitari a interrogarmi su me stesso, ho lottato contro demoni perversi, con un senso di totale estraneità al mondo che mi circondava: orgoglioso della mia diversità ma potentemente, a volte disperatamente incompreso. Per molti versi si può dire che a una certa età fossi più impegnato a vagare nel Tartaro che nel mondo reale...non a caso in quegli anni non mi sono fatto alcun amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con &lt;/span&gt;il tempo sono migliorato, ma il vero salto di qualità è stato fidanzarmi con una ragazza meravigliosa. Lei è riuscita a darmi quella stabilità, quella tranquillità che mi hanno permesso di mettere a posto molti conti aperti con me stesso: ho limato spigoli, ho colmato voragini, ho stipulato tregue con demoni vecchi di anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;/span&gt;(relativa e provvisoria) tranquillità degli ultimi anni mi ha permesso di crescere in direzioni diverse, arrivando un'inattesa comprensione: la mia controrsione mentale non è solo una maledizione, è anche un dono. Dopo essermi trascinato nel mio perverso e ipertrofico Tartaro, muovermi in quello degli altri è diventato...sorprendentemente semplice. Questo mi permette di ascoltare i problemi degli altri senza alcun peso, di intuire la radice del loro tormento e di descriverla con immagini e simboli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In &lt;/span&gt;questo periodo mi sto interrogando spesso sulla natura e sulla bontà di questo dono. Se ricordo le cose che ho provato, se penso alle persone che nei momenti bui mi sono state vicine, sento un potente desiderio di raggiungere le persone che soffrono. Questo è un po' il senso di questo blog, in fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo &lt;/span&gt;concetto deve essere approfondito, ma devo meditarci sopra ancora un po'. Questo è un po' un capitolo autobiografico e un po' un preludio, un'introduzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-8654513380694336734?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/8654513380694336734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=8654513380694336734' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/8654513380694336734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/8654513380694336734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/09/4-il-corridore-del-tartaro.html' title='4. Il Corridore del Tartaro'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-3705028309464824337</id><published>2008-09-04T08:11:00.001-07:00</published><updated>2008-09-05T00:56:49.398-07:00</updated><title type='text'>3. Tartaro e Vallo</title><content type='html'>Quanto mi sono care le metafore e le similitudini. Ragionare per immagini mi è sempre stato facile, ne sono totalmente assuefatto, tanto da risultare spesso piuttosto stravagante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho preso due concetti astratti tratti dal mondo dell'incoscio e ho dato loro una forma: un muro e una terra inesplorata. Trovato il simbolo, ho aggiunto i nomi, prendendoli dalla storia e dalla mitologia. Il nome è importante quando l'immagine: permea la similitude, le dà armonia, racchiude in una parola un concetto, una situazione, un mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso gli elementi delle similitudini sono definiti in rapporto gli uni agli altri: non solo voglio rappresentare CONCETTI diversi, ma voglio evidenziare le RELAZIONI fra essi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tartaro e Vallo sono in un evidente rapporto dualistico, in cui l'uno ha poco senso senza l'altro. Riflettendo su questi due comodi, banali e accademici simboli, mi sono accorto di quanto complesso sia il rapporto che lega l'uno all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio, implicitamente, vedevo il Vallo come la difesa dell'io razionale, la sicurezza del pensiero, il fortino dei 'buoni' contro i demoni malvagi dell'inconscio. Fissando questa immagine come una cartolina, come la schematizzazione di una condizione immutabile, viene istinstivo collocarsi all'interno del fortino, al sicuro al di qua del Vallo. E diventa facile pensare ai demoni del Tartaro come a un nemico da cui difendersi, contro cui lottare: idee, sensazioni ed emozioni dolorose che cercano di penetrare il Vallo per colpirci e farci soffrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, questa è l'essenza, la vera natura del Vallo: quella di difendere le convinzioni che abbiamo conquistato, l'idea che ci siamo fatti di noi stessi, la meta, la salvezza e la sicurezza di un traguardo raggiunto. Il Vallo è l'essenza della stabilità e della staticità. Non a caso è un muro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa accade però se si guardano in prospettiva la propria vita e il proprio passato? Beh, io vedo che i più grandi traguardi, le più grandi crescite personali e morali le ho conquistate quando il Vallo è crollato, quando il Tartaro ha reclamato la sua centralità, sbattendomi in faccia i miei errori, la mia arroganza e la mia inadeguatezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A posteriori vedo che senza il mio tormento, le mie notti insonni e le lunge introspezioni non sarei ciò che sono adesso. E ho cominciato a capire che se i demoni premono contro le porte, a volte sono un esercito di liberazione che cerca di abbattere vuote certezze, false sicurezze e gabbie mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collocandosi allo zenit, guardando dall'alto, ci si accorge che le regioni separate dal Vallo sono due parti la stessa cosa: la nostra mente. Il limite del Vallo separa semplicemente quello che siamo disposti ad accettare e credere da tutto il resto. Quindi più alte, più forti e impenetrabili costruiamo le nostre difese, meno conosciamo noi stessi. Spesso ho osservato che molte fra le persone più sicure, più intrepide, più spaccone sono in realtà quelle che sotto sotto sono anche più fragili. Ostentano una sicurezza che non hanno, vivono barricari dietro a muri alti ma sottili e quando la realtà fa breccia nella loro vita, crollano miseramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, concludo qui questa dissertazione sul Vallo e sul Tartaro. Colui che è veramente forte, veramente saggio, non ha bisogno di separarli, ma è in grado di abbracciare la pienezza del suo essere, di guardare le proprie paure e i propri difetti, nel tentativo di migliorare se stesso o quanto meno cercando di non nuocere ad altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente, dubito di essere forte e saggio e dubito di diventarlo mai. Però cercherò di esplorare il mio Tartaro, aprire le porte del mio Vallo, ascoltare me stesso e le persone che mi circondano. E proprio per loro, per le persone che amo e che soffrono persi nel loro Tartaro, accenderò fuochi di segnalazione e andrò a cercarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno di loro è solo: ci sono io. E chi non è solo, non è veramente perso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-3705028309464824337?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/3705028309464824337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=3705028309464824337' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/3705028309464824337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/3705028309464824337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/09/3-tartaro-e-vallo.html' title='3. Tartaro e Vallo'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-3040557682247763015</id><published>2008-09-03T05:42:00.000-07:00</published><updated>2008-09-04T05:26:13.821-07:00</updated><title type='text'>2. Il vaso di Pandora</title><content type='html'>Nel Tartaro ci sono molti luoghi oscuri, in cui giacciono cose di noi che non immaginiamo nemmeno.&lt;br /&gt;Se ne stanno lì, acquattate, sepolte, sopite, dimenticate, rimosse o, semplicemente, in attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono tutte brutte...io però ne ho scoperta una orribile: la &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;crudeltà&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad alcuni i fatti sono noti, ma in questo luogo non sono così importanti. Racconto solo che sono stato tradito nella più profonda (e a tratti morbosa) delle amicizie e che la reazione è stata...deflagrante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colpe? Responsabilità? tante da ambo le parti.&lt;br /&gt;Ma a causa del dolore e della delusione, ho cominciato a dire alla persona che ha provocato tutto questo una serie di cose orribili, scavando nelle sue paure e nelle sue insicurezze, colpendo senza pietà o ritegno tutti i punti più sensibili. Essendo stato il suo confidente per un bel pezzo, non mi è stato difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa più brutta, però, è che vomitare odio e fare del male mi è piaciuto. Un piacere empio, amaro, profondamente cattivo, ma pur sempre una sensazione esaltante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pentito? Neanche un po'. Nella stessa situazione, rifarei la stessa cosa, pronuncerei le stesse frasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che, alla distanza, mi rendo conto che ho perso qualcosa di me. L'odio che è fluito dentro di me mi ha nutrito...ma alla fine mi ha anche marchiato, contaminato, divorando un pezzo del mio cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono più cattivo, più amaro... e non mi piace. Ma ormai il Vaso di Pandora è stato aperto: il mio odio vaga per il Tartaro e non posso più rispedirlo dov'era. Ora ci vuole coraggio: devo andare nel Tartaro e ritrovare la radice dolce e affettuosa del mio essere, affrontando il rancore che mi logora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un compito duro e complesso, non c'è che dire. Ma il primo passo da fare, come sempre, è guardare avanti, lasciandosi alle spalle le mura del Vallo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-3040557682247763015?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/3040557682247763015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=3040557682247763015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/3040557682247763015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/3040557682247763015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/09/il-vaso-di-pandora.html' title='2. Il vaso di Pandora'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7383937829414248560.post-6920119647760950455</id><published>2008-09-03T00:03:00.000-07:00</published><updated>2008-09-04T05:25:33.007-07:00</updated><title type='text'>1. I primi passi oltre il Vallo</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo è un blog brutto&lt;/span&gt;. Niente decorazioni, niente facezie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo è un blog di pensieri&lt;/span&gt;... cupi o allegri, si vedrà col tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo è un blog di riflessioni&lt;/span&gt;: spesso ho notato che, quando un pensiero ti frulla nella testa, ti rimbalza nel cranio, ti scava nelle viscere, ti crea un vuoto allo stomaco, metterlo per iscritto aiuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo è un blog di ascolto e di aiuto&lt;/span&gt;: se qualcosa vi tormenta, scrivetelo. O scrivetemi: il mio indirizzo è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;oltre.il.vallo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;@gmail.com&lt;/span&gt;. (per inciso: si possono scrivere commenti riservati? non sono molto esperto :D )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perché "Oltre il Vallo"&lt;/span&gt;? L'idea me l'ha data una rubrica di geopolitica, "Oltre il Limes". A dire il vero, l'ho aperta poche volte, ma qui la geopolitica non c'entra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia mente (bacata?) il Vallo è l'insieme delle nostre difese, che erigiamo contro gli altri e soprattutto contro noi stessi.&lt;br /&gt;Barriere così altre, così dure, così acuminate che a volte ci impediscono di affrontare davvero le nostre paure, i nostri blocchi, le nostre seghe mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, andare oltre il Vallo significa cercare di guardare nel profondo di noi stessi, dove ci sono le cose che odiamo di noi, che ci fanno paura, che ci disgustano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine romantica e un po' patinata che mi viene in mente, è quella di uno che ha aperto la porta del Vallo... e guarda il territorio selvaggio e inesplorato che si stende al di là: il Tartaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso del Vallo, però è che non sei sempre solo. Lo puoi essere quando ti inoltri nel Tartaro, ma non sempre. Sulle mura del Vallo, c'è chi accende luci di speranza. O quanto meno, di orientamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7383937829414248560-6920119647760950455?l=oltreilvallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/feeds/6920119647760950455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7383937829414248560&amp;postID=6920119647760950455' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/6920119647760950455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7383937829414248560/posts/default/6920119647760950455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://oltreilvallo.blogspot.com/2008/09/i-primi-passi-oltre-il-vallo.html' title='1. I primi passi oltre il Vallo'/><author><name>Il Primo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_rhwJidk3P0g/SQ6_3Nx0UsI/AAAAAAAAAAM/RNWmx76yvOU/S220/escher%2520-%25201935%2520-%2520Hand%2520with%2520Sphere%2520(nearer).jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
